Milan, il Pagellone 2016/2017: Donnarumma quasi perfetto, Bacca un peccato

Stagione conclusa, tempo di bilanci. Soccermagazine ha stilato il Pagellone di tutti i protagonisti del Milan. Nel complesso, l’annata rossonera 2016/2017 verrà ricordata sostanzialmente per tre eventi cruciali. Il ritorno in Europa, seppur attraverso i preliminari della competizione europea minore, a distanza di 3 anni dall’ultima apparizione. Vincenzo Montella è riuscito a raggiungere l’obiettivo minimo che il Milan ha provato a inseguire invano negli ultimi anni difficili. Il secondo evento, il più importante, è stato il raggiungimento del definitivo Closing che ha portato alla cessione storica del club milanese da Silvio Berlusconi al gruppo cinese guidato dal Presidente Li Yonghong. Una stagione che ha visto aggiornarsi anche il Palmares, con la conquista della Supercoppa Italiana a Doha, ai danni della Juventus. Non male si potrebbe dire, ma nel complesso non sono mancate le tante delusioni e i troppi rimpianti per un’annata che avrebbe potuto portare a qualcosa in più.

PORTIERI:

Gianluigi Donnarumma - Fonte: goatling, Wikipedia
Gianluigi Donnarumma – Fonte: goatling, Wikipedia
Donnarumma 8,5: quasi sempre perfetto. Il giovane portiere rossonero ha evitato ai suoi compagni tantissime figuracce, salvando il Milan in numerose occasioni. Anche davanti a passivi pesanti, il suo voto è stato sempre uno dei migliori. Come nell’1-4 di San Siro rimediato contro la Roma. Dato che qualcosa vorrà pur dire. La grande parata sul calcio di rigore di Dybala a Doha ha fatto impazzire ulteriormente i tifosi che adesso spingono per un suo rinnovo. Pretendono, almeno, una risposta. Il giocatore e il suo procuratore, Mino Raiola, tentennano. All’inizio della stagione non si poteva parlare di rinnovo per mancanza di solidità societaria e perché Gigio era ancora minorenne. Negli ultimi mesi entrambe le cose si sono sistemate, ma i misteri sul suo futuro non mancano. Nella partita di campionato dalle mille polemiche contro la Juventus allo Stadium, con il rigore questa volta siglato da Dybala, lui terminò la gara baciando la maglia rossonera. Questo è il segno in cui credere?

Storari 6: sufficienza piena, nonostante non sia mai sceso in campo. Non è da tutti, a 40 anni, decidere di tornare in un club con poche aspettative (almeno all’epoca del suo trasferimento a Milano) per fare il vice di un neo 18enne dalle qualità innate. Lui lo fa e anche bene. Sempre dietro in qualunque discorso, ma molto presente. L’uomo spogliatoio per un Milan di ragazzini che sicuramente avrà dato un grande contributo in termini di esperienza e dialogo.

Plizzarri s.v.: nessuna presenza, ma su di lui si parla davvero bene. In attesa del futuro dei due colleghi davanti, resta un giovane talento da non farsi sfuggire.

DIFENSORI:

De Sciglio 5: partito bene, finito male, al di là della cronaca degli ultimi mesi. Il terzino rossonero ha ritrovato costanza e ritmo, tutto quello che si cercava da troppo tempo. Poche volte si è assentato per guai fisici, a parte le ultime giornate. Il pubblico non lo ha mai supportato, San Siro non gli ha perdonato niente. Questo non è stato d’aiuto per un giocatore che ha provato a metterci sempre la faccia, anche se alcune sue prestazioni sono risultate spesso timide e lontane da quanto ha fatto conoscere a tutti noi negli anni passati. L’apice della storia è stato raggiunto dopo la sconfitta casalinga contro l’Empoli. Bordata di fischi in occasione della sua sostituzione, episodi spiacevoli fuori da San Siro in cui sarebbe stata coinvolta anche la sua famiglia. Il punto? Ai tifosi non sarebbero andate giù alcune dichiarazioni in cui De Sciglio aveva espresso la volontà di cambiare aria, puntando alla Juventus di Allegri.

Paletta 5,5: ha rimediato 5 cartellini rossi, diventando il giocatore più espulso di tutta la Serie A e di tutta Europa. Questo dato può già spiegare da solo tantissime cose, però in molte occasioni ha dovuto sacrificarsi per salvare la squadra. Sembra un gioco senza senso, ma è stato anche questo. Due i gol in stagione, uno importante nella rimonta contro il Sassuolo che è valso il 4-3 finale, importante ai fini della classifica se vogliamo considerarlo tale. Quando ha giocato ha provato a dare il meglio di sé. Alcune prestazioni sono state da Paletta, altre da una sua controfigura. In coppia con Romagnoli si è trovato bene, ma ci ha giocato poco. I problemi si sono visti con gli altri partners.

Zapata 6: sufficienza e oltre, questo lo hanno detto i tifosi. Noi ci limitiamo ad un 6, forse anche un po’ tirato. Tutto per un gol che è entrato nella storia: nel primo derby cinese che, ora possiamo dirlo, è valso l’Europa ai danni dell’Inter. Una rete strana, ma mai così importante e siglata al 97’. Il colombiano è diventato un nuovo eroe, ma da lì in poi si è visto tutt’altro. La prima parte della stagione l’ha passata ai box per dei guai fisici, la conclusione ha provato a portarla a termine con dignità. Gol a parte, si è vista poca sicurezza e poca precisione.

Gomez 5: ha inciso meno degli altri con poco spazio a disposizione. Di lui si ricordano 2-3 prestazioni abbastanza positive, però in generale non ha avuto modo di esprimere le sue qualità. Il paraguaiano è un classe ’93 e sicuramente qualcosa in più dovrà dimostrarlo per meritarsi un posto in questo club.

Romagnoli 7: anche per lui qualche guaio muscolare, ma la sua presenza nel reparto arretrato è stata e sarà fondamentale per questa squadra. Ha dato avvio, con il suo gol, anche al pareggio poi maturato contro l’Inter. In questa stagione è cresciuto molto, merita sicuramente di essere trattenuto e diventare il perno della difesa rossonera.

Abate 6,5: stagione sfortunata per il vice capitano del Milan. L’avvio di stagione è uno dei migliori, concluso con il trofeo di Doha che ha alzato in cielo assieme a Montolivo. Poi ha iniziato a calare come tutto il Milan, con la sfortuna di aver concluso la stagione con largo anticipo per via di un trauma all’occhio. I rossoneri ne hanno risentito non poco della sua mancanza sulle fasce.

Antonelli s.v.: solo 9 presenze in tutta la stagione, poco da ricordare quest’anno. I guai fisici lo hanno tenuto lontano dal campo. Unica nota positiva: aver indossato al fascia di capitano nella sfida di Coppa Italia contro la Juventus.

Calabria s.v.: stagione sfortunata anche la sua. Nonostante gli infortuni di chi ha davanti, non è riuscito a sfruttare al meglio l’occasione di ritagliarsi un posto da titolare per via dei suoi numerosi stop. Ha tanta grinta e senso di appartenenza, l’anno prossimo dovrà essere quello della svolta.

Vangioni 6: il talismano rossonero, l’oggetto misterioso. Rilegato in panchina e sconosciuto a molti tifosi, da gennaio è quasi diventato titolare. Cresciuto nelle ultime uscite stagionali, nel complesso prestazioni tra alti e bassi, ma con qualche prospettiva positiva. I tifosi hanno sempre avuto un rapporto di odio e amore nei suoi confronti, ma per essere stata l’ultima “scelta” difensiva, non se l’è cavata poi così male.

CENTROCAMPISTI:

Bonaventura 7: sarebbe potuta essere la sua stagione, per quanto visto nella prima parte. Suo il gol del pareggio che ha rimesso in carreggiata la finale di Doha. Però a febbraio è stato costretto a concludere la sua annata per via di un infortunio da cui si è ripreso solo negli ultimi giorni. Un perno e un punto di riferimento, le idee e i cambi di marcia sono sempre venuti da lui. Una perdita importante per il Milan che ha perso la qualità in mezzo al campo. Tanta speranza per il futuro: a gennaio non è mancato alla parola di rinnovare il contratto. Un acquisto importante per la prossima stagione.

Locatelli 7: due gol pazzeschi contro  Sassuolo e Juventus nell’anno del debutto in Prima Squadra, a quell’età, non è consuetudine. Il ragazzo promette subito bene, complice l’infortunio di Montolivo che gli ha liberato il posto da titolare. Nel momento più difficile del Milan, tra gennaio e marzo, Montella gli ha preferito Sosa. Perde cabina di regia e da quel momento ha giocato sempre meno. Però in quelle poche occasioni ha dimostrato di avere le carte in regola per prendere in mano le chiavi del gioco rossonero.

Montolivo s.v.: un grave infortunio rimediato durante la partita di qualificazione al Mondiale 2018 lo ha rilegato ai box per quasi tutta la stagione. Subito operato, la convalescenza è stata lunga. Rientrato nelle ultime partite, si è ripreso il suo posto, ma tutto non oltre l’ordinaria amministrazione.

Mati Fernandez 5,5: oggetto misterioso anche lui, per gran parte della stagione. Come è arrivato, l’infortunio non l’ha più fatto scendere in campo se non negli ultimi mesi. Pupillo di Montella, ha giocato a grandi livelli due partite che sono state utilissime per la rincorsa all’Europa. L’1-0 al Genoa lo ha deciso lui con il primo gol in rossonero. In Milan-Bologna (3-0), la partita che ha confermato il sesto posto dei rossoneri, la sua entrata ha cambiato positivamente un match inchiodato sullo 0-0. Tanto, ma non abbastanza per una sufficienza piena.

Poli s.v.: meriterebbe una sufficienza solo per la sua professionalità, ma quest’anno è stato impiegato davvero poco. Nonostante questo, il centrocampista si è sempre fatto trovare presente. Mai una parola fuori posto, tanta la grinta e la costanza negli allenamenti e nei minuti di gioco che Montella gli ha concesso nell’arco di tutta la stagione.

Sosa 5: ad un certo punto del campionato gli sono state affidate le chiavi del gioco rossonero. Spesso le prestazioni sono state al di sotto delle aspettative, in poche occasioni si ricordano costanza e qualità. Con lui la squadra non ha mai giocato bene, bravo solo nella fase di interdizione.

Kucka 6,5: fisico e tanta grinta, sempre. Lo slovacco ha dato peso e concretezza ad un reparto che quest’anno ha avuto tanti problemi. Il centrocampista ha dato tutto anche nei momenti più difficili condendo le sue presenze con ben 3 reti. Nell’ultima parte della stagione, anche per scelte tecniche, si è visto di meno, ma rimangono indiscusse le sue qualità messe a disposizione di questa squadra.

Pasalic 7: è arrivato nell’anonimato, ma giorno dopo giorno si è conquistato la fiducia del mister e di tutti i tifosi. Non avrà dimostrato talento e calcio champagne, però nel suo piccolo ha dato un grande contributo all’ambiente. I tifosi lo ricordano per aver siglato l’ultimo rigore nella finale di Doha. Oltre quello, ben 5 gol sono stati messi a segno dal centrocampista che si è fatto sempre trovare pronto. Tra campo e panchina, un giocatore semplice e tranquillo che ha saputo conquistare la simpatia di Milanello.

Bertolacci 5: nelle ultime uscite stagionali è stato solo fischiato. Il centrocampista non è entrato nei cuori dei tifosi, è stato poco incisivo. Tanti gli infortuni e le poche possibilità che ha avuto non le ha sapute sfruttare al meglio. Un peccato per quanto il Milan ha creduto (e speso) per lui in passato e per la sua giovane età.

ATTACCANTI:

Deulofeu 7,5: è arrivato a gennaio, si è fatto subito amare per quello che è. Giovane, talentuoso e capace di spaccare le partite nei momenti peggiori. Avesse avuto più concretezza negli ultimi dribblig o passaggi, staremmo parlando di un giocatore mostruoso. Al posto di Niang, non ha fatto sicuramente rimpiangere il francese dato in prestito a gennaio e anzi: i tifosi hanno davvero sognato con lui. Peccato per la formula del prestito secco che ora lo riporterà all’Everton. Tutto da vedere e da valutare il futuro. 17 presenze condite da 4 gol non si possono dimenticare così. San Siro lo ha accolto e lo ha amato, difficilmente non si proverà a riportarlo in rossonero.

Suso 8: completo, sempre presente e tanta qualità. Nessuno avrebbe scommesso su un giocatore che l’anno scorso aveva raggiunto appena 6 presenze, per poi essere rigirato in prestito al Genoa. 36 presenze e 7 gol, con la doppietta rifilata all’andata all’Inter con annessa scommessa vinta. Giocatore giovane e in crescita, ha saputo spaziare in tutto il reparto offensivo causando non pochi problemi alle squadre avversarie. Anche nei momenti più difficili della stagione, da lui è sempre partita la luce speranzosa di un cambio di marcia. Una piacevole scoperta, complimenti alla società per aver creduto in lui contro ogni pronostico.

Lapadula 6,5: mister 30 gol con il Pescara e un 9 sulle spalle: tante aspettative, ma la Serie A è un’altra cosa. Davanti se l’è giocata con Bacca. O uno o l’altro, solo alla fine Montella li ha provati assieme in qualche occasione . Il colombiano ha quasi sempre avuto la meglio, sia quando andava bene che da sottotono. Lapadula ha sfruttato al meglio ogni minuto in cui gli è stata data fiducia. Grinta e combattimento su ogni pallone, con una fame da gol dimostrata e senza eguali. Il centravanti ci ha sempre creduto senza mollare. 29 presenze alla fine è riuscito a totalizzarle, anche se spesso da partita in corso. 8 i gol messi a segno, non male vista la realtà.

Honda 6: lascerà il Milan per volare negli Usa. Lo ha fatto nel momento migliore della sua carriera in rossonero: da capitano e dopo aver siglato un gol su punizione al suo ritorno in campo nella sfida contro il Bologna, la penultima della stagione. Sulla carta è stata l’ultima scelta di tutta la Rosa, quasi mai preso in considerazione e quasi dimenticato da tutto l’ambiente. 8 presenze e un gol, nel momento più importante. Il giapponese solo per la sua professionalità e il suo atteggiamento maturo e silenzioso si è meritato questo voto.

Ocampos 5: arrivato a gennaio, l’attaccante argentino non ha praticamente lasciato il segno nella sua esperienza in rossonero. 11 presenze e zero gol, di lui si ricorda qualche entrata durante la partita e niente di più. Tornerà al Genoa per via del prestito secco. Sarà stato il poco spazio, ma al Milan non ha fatto la differenza.

Bacca - Fonte: Inter.it
Bacca – Fonte: Inter.it
Bacca 5: peccato, peccato davvero. All’inizio della stagione ha stupito tutti con la tripletta alla prima giornata contro il Torino. Tutte le voci di mercato su di lui sono state rimangiate, anche i più scettici erano contenti per aver ritrovato l’attaccante da 30 reti a stagione. Non è stato così. 34 presenze con 14 gol, troppo poco per l’attaccante-bomber di una squadra che dovrebbe puntare a grandi traguardi. San Siro lo ha riempito di fischi, nelle ultime settimane Montella gli ha preferito Lapadula. Il futuro sembra ormai essere lontano da Milano.

Cutrone s.v.: poco per giudicare, ma con la Primavere ha dimostrato di poter fare presto il definitivo salto di qualità. Ormai aggregato alla prima squadra, bisognerà vedere come la società lo gestirà nella prossima stagione.

Montella 7: primo anno in rossonero: un trofeo, il ritorno in Europa e un’idea di gioco che mancava da tanto. Ha lanciato Locatelli, ha continuato a confermare Donnarumma tra i pali. Avanti sempre con le sue idee, ha tenuto sempre i piedi per terra in qualsiasi momento della stagione. Ha detto spesso di voler tornare in Europa, concludere il campionato davanti all’Inter. Detto fatto. Ha saputo gestire un’annata storica per via del Closing, ha dovuto riformulare le sue idee dopo l’infortunio di Bonaventura e altri assenti di lusso per questo Milan. Montella, lo psicologo. I rossoneri forse avevano proprio bisogno di lui.