Curiosità – La storia di Adem Ljajic: Serbo, ma Musulmano

Una vicenda che tiene banco negli ultimi giorni è quella legata all’attaccante della Fiorentina Adem Ljajic. In scadenza di contratto nel 2014, ha rifiutato le proposte di rinnovo giunte dai viola. Per evitare di perderlo a costo zero l’anno prossimo, Pradè ha deciso di ascoltare le proposte giunte in questa finestra di mercato e si è già messo d’accordo con la Roma su una base di 10 milioni più 2 di bonus.

Fonte immagine: Violachannel.tv
Fonte immagine: Violachannel.tv

In carriera Ljajic si è sempre distinto per la sua classe ( viene definito il “Kakà dell’est) e anche per il suo carattere burrascoso. Noto a molti infatti è la lite con l’allenatore della Fiorentina dell’epoca Delio Rossi durante Fiorentina-Novara del 2 Maggio del 2012. Venendo sostituito al 32’ del primo tempo da Ruben Oliveira, Ljajic non la prende bene, applaude sarcasticamente l’allenatore e ne nasce un reciproco alterco verbale che poi degenera in una e vera e propria aggressione fisica nei confronti del giocatore. L’allenatore viene esonerato e Ljajic viene messo fuori rosa. Con l’arrivo di Vincenzo Montella viene reintegrato in rosa. Un altro fatto spiacevole che noi di SoccerMagazine vogliamo approfondire è quello accorso il 28 Maggio 2012. In campo Spagna e Serbia per un amichevole di preparazione all’Europeo di Polonia e Ucraina. Durante l’inno serbo si vede chiaramente che Ljajic non apre bocca e rimane in silenzio. Mihajlovic, ct della Serbia, va su tutte le furie e decide di non convocarlo più in nazionale a tempo indeterminato. L’allenatore serbo lo ricordiamo tutti come un antiamericano convinto,  per via degli interventi Nato del 1999. Molto legato alle tradizioni della sua nazione, non ha accettato lo Sgarbo di Ljajic. Molti di voi si chiederanno “Perché Ljajic non ha cantato?” La risposta è molto semplice.

Ljajic è nativo di Novi Pazar, città della regione del Sangiaccato al confine con il Kosovo. Il Suo nome, che in turco era Yenipazar, deriva proprio dal fatto che vi passavano numerose carovane collegando Ragusa con  Niš, Sarajevo, Sofia, Costantinopoli, Belgrado e Budapest. Dal XV fu occupata dagli Ottomani che fondarono il Sangiaccato di Novi Pazar. Dopo il congresso di Berlino del 1878 venne occupata militarmente dall’Austra fino al 1908, quando fu restituita ai turchi. Ad Ottobre del 1912, durante la prima guerra balcanica, fu conquistata dalle truppe serbe e dopo la prima guerra mondiale venne annessa al regno di Jugoslavia. Questo lungo periodo di dominazione ottomana ha dato via ad una particolare etnia denominata “Bosgnacca”. Sono circa l’85 % della popolazione. E proprio di questa etnia è Adem Ljajic. Vivono in Bosnia ed Erzegovina e proprio nel Sangiaccato. Sono popoli di origine Bosniaca che si sono convertiti all’islam durante l’occupazione ottomana. Sono sunniti e parlano il bosniaco. I cognomi finiscono spesso in  in “ić” o in “ović”. Si riconoscono principalmente perché questi suffissi seguono dei nomi o del fondatore di famiglia oppure di titoli o professioni orientali. Esistono tuttavia cognomi con i medesimi suffissi finali senza essere riconducibili all’islam. Di questa etnia fu vittima delle pulizie etniche delle tigri di Arkan, criminale di guerra nato come capo ultrà della Stella Rossa. Guarda caso, proprio nel periodo in cui Mihajlovic giocava nelle fila bianco-rosse. Lo stesso giocatore non ha mai negato di una probabile amicizia con la “Tigre”.

Mihajlovic non gli ha definitivamente chiuso le porte e dice che il ragazzo sa che deve fare. Il giocatore ha comunque affermato di amare la Serbia, ma di chiedere rispetto. Staremo a vedere che Mihajlovic ritorni sui suoi passi e lo provi a inserire in una squadra che nelle qualificazioni ai Mondiali sta facendo acqua da tutte le parti.

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