Amichevoli internazionali: successo del Brasile sul Messico

Test importante per il Brasile di Dunga che nell’ultima uscita prima della Copa America batte al Palestra Italia di San Paolo, storica casa del Palmeiras, un Messico combattivo ma troppo distratto in difesa.

Fonte: Rafael Acorsi (Flickr.com)
Fonte: Rafael Acorsi (Flickr.com)

La partita la fa la Seleção ma il palleggio verdeoro viene ostacolato dal grintoso centrocampo messicano che impedisce la regolare circolazione della palla. Tra gli uomini del Piojo Herrera, che per questo incontro ha giustamente convocato gli uomini che parteciperanno alla Copa America e non quelli della Gold Cup, spicca la prestazione del Tecatito Corona, mezz’ala tuttofare che col suo raffinato tocco di palla riesce a mostrarsi al pubblico paulista.

Il Brasile sblocca la partita alla mezz’ora grazie ad una giocata sullo stretto di Coutinho che prima lascia sul posto Ayala e poi quasi dalla linea di fondo trova il destro piazzato che sorprende Josè Corona segnando un gol da applausi. Il Messico reagisce ma non graffia: la Tricolor può reclamare un calcio di rigore nettissimo non assegnato dall’arbitro per un’evidente strattonata in area ma dal punto di vista tattico saltano gli schemi e il Brasile riesce ad affondare con più facilità.

Poco più tardi arriva anche il raddoppio verdeoro grazie ad Elias che elude l’intervento deciso di un Rafa Marquez in giornata NO e serve l’assist per Diego Tardelli che da due passi può solamente appoggiare in rete.

Nella ripresa le squadre gestiscono il possesso del pallone senza trovare particolari acuti: rispetto alla gara del Mondiale oltre agli interpreti differenti quasi nella totalità, il Messico non è riuscito ad aggredire i portatori di palla lasciando così spazio a Fernandinho e Elias che si sono distinti con le loro giocate.

Una nota positiva come sopra citato c’è per la Tricolor di Herrera: la squadra gioca con Corona e per Corona: il numero 7 di proprietà del Twente è protagonista in tutte le azioni d’attacco messicane e si prepara per una grande Copa America.

Buone notizie invece per Dunga che può contare finalmente su un centrocampo che sembra funzionare ma deve ancora trovare gli interpreti giusti per un attacco che senza Neymar (che raggiungerà la squadra tra pochi giorni) appare ancora molto inferiore rispetto a quelli argentini e colombiani.

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