Blatter non cambia idea: “Sono contro la moviola in campo”

In un’intervista rilasciata all’emittente sportiva BeIN Sport, il presidente della FIFA Sepp Blatter ha affrontato due temi caldi attuali del calcio mondiale: l’uso della moviola in campo e la data di svolgimento dei Mondiali in Qatar del 2022.

Joseph Blatter Foto di Roosewelt Pinheiro/Abr - Wikipedia
Joseph Blatter
Foto di Roosewelt Pinheiro/Abr – Wikipedia

Sulla moviola in campo il massimo dirigente del calcio mondiale ha affermato: Ero, sono e sarò contro. Perché? Perché sono un conservatore, e quindi contrario. L’uso dei video cambierebbe il flusso del gioco. Il calcio è bello perché si gioca per 90 minuti senza pause, in più è uno sport praticato da umani e quindi bisogna convivere con eventuali errori umani”. Discorso a parte per l’uso in caso di gol fantasma, per il quale Blatter si è detto in fin dei conti favorevole.

Un altro tema caldo è quello riguardante la data dei Mondiali del 2022. In Qatar, durante l’estate, le temperature sono alte al punto di essere proibitive e quindi comprometterebbero le prestazioni fisiche dei calciatori. Sull’argomento il presidente ha detto la sua: “Per me bisogna essere realisti, non si può giocare con quelle temperature. Si deve giocare a fine anno, anche se il Qatar vuole diversamente. Anche se spostarli d’inverno significherà cambiare radicalmente, sono sicuro che sarà la scelta migliore per tutti”.

Qualche parola anche sui morti (sette, finora) durante la costruzione degli stadi in Brasile: “La colpa non si può dare alla FIFA. Le imprese di costruzione sono i veri responsabili, e non le controlliamo noi. Il calcio non ha mai ucciso nessuno e mai lo farà, la colpa è della cattiva organizzazione di queste ditte, soprattutto francesi e tedesche“. Per concludere un monito alla federazione francese sul divieto di uso del burqa per le calciatrici musulmane: “La federazione calcistica francese fa parte della FIFA, e l’International Board ha dichiarato legittimo l’uso del velo, quindi proibirlo significa andare contro le nostre direttive. La Francia deve abituarsi a quest’ultime, non ha altra scelta”.

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Edoardo Ciotola

21enne che continua imperterrito a parlare di 'farsi i viaggi' e che sogna di diventare giornalista sportivo di professione. Metà napoletano e metà spagnolo (d'adozione). Cresciuto a pane e Fabri Fibra, ama il calcio (la fede è quella interista) e ascolta qualsiasi tipo di musica. Insomma, non ha le idee propriamente chiare, ma è talmente orgoglioso da essere capace di farne addirittura un vanto. In fin dei conti però una cosa è certa: la sua anima è unita, tramite punti di sutura, alla scrittura e alla comunicazione, di qualsiasi forma esse siano.

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