Italia, Abete: “Puntiamo molto su Balotelli. Il cammino è ancora lungo”

 

Fonte immagine: G.M.Belli (flickr.com)
Fonte immagine: G.M.Belli (flickr.com)

Presente a seguire l’allenamento della NazionaleGiancarlo Abete, si è soffermato a parlare con i giornalisti presenti. Queste le sue dichiarazioni principali. “C’è soddisfazione – ha detto il numero uno della Figc dopo la vittoria contro l’Inghilterra -. Il nostro è un girone complesso, quindi dobbiamo stare tutti con i piedi per terra. D’altronde, chi avrebbe immaginato le vittorie di Olanda e Costarica contro Spagna ed Uruguay. Il cammino e ancora lungo. Mi ha colpito che la squadra abbia saputo fare gruppo come ci si aspettava. Quella di sabato è stata la vittoria del lavoro, della passione, del mister e della squadra. La partita è stata gestita bene, a partire dalla preparazione svolta a Coverciano. Abbiamo mostrato consapevolezza della nostra forza e dei nostri limiti: non bisogna dimenticarci che siamo arrivati al Mondiale come nona forza del ranking Fifa. Balotelli? Non sono sorpreso dalla sua prestazione. Balotelli è stato fondamentale anche nel 2012 e speriamo che sia importante nel proseguo di questo torneo. Mi sembra si stia mettendo nella condizione giusta e determinata per far bene. In Nazionale ha sempre fatto bene, anche durante le qualificazioni. Tutti, però, ci aspettiamo molto da lui perché ha delle grandissime potenzialità, non tutte ancora espresse. Inglesi stupiti da Darmian? Hanno visto che abbiamo dei giocatori per operare un ricambio. È stata una importante, è un ottimo giocatore ed ha dimostrato maturità e serenità. I time out? È una valutazione che viene fatta in relazione a determinati parametri, ma può anche essere una situazione di fatto, come, alla fine, è successo a Manaus. Certo, più c’è chiarezza e meglio è: altrimenti, c’è bisogno dell’esperienza dell’arbitro per sopperire, con una tolleranza diversa rispetto al solito.
La ritrovata passione per l’Italia? Il paese è sempre stata innamorata della Nazionale. Il nostro problema e che questo innamoramento c’è solo durante i Mondiali. Il Mondiale è poesia, ma il calcio è spesso anche prosa. Una rivincita del calcio italiano? Il Mondiale è una grande occasione per fare riflessioni a livello internazionale. Il fatto che la Serie A sia il secondo campionato a dare giocatori alle squadre che partecipano al Mondiale, è un segnale. C’è da capire come mai non riusciamo a trasferire questa qualità nei risultati dei nostri club a livello europeo. Forse, comunque, siamo talmente ben abituati che sentiamo la differenza di risultati rispetto agli altri anni, soprattutto a livello di club.
La Costarica? Ha fatto bene nel girone di qualificazione, anche se è quello più semplice. Mi è sembrata una squadra molto tonica sul versante atletico, ma con qualche difficoltà in difesa, soprattutto sui cross”.

 

Fonte: tuttomercatoweb.com.

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