Totti ai Mondiali: ecco perché sì, ecco perché no

E’ un tema che è ricorso più volte negli anni, dopo quella notte di Berlino. La storia tra Francesco Totti e la Nazionale si è chiusa quasi un decennio fa nel migliore dei modi, regalando al giocatore il più grande titolo vinto in carriera. Eppure in molti, a ridosso di ogni competizione dell’Italia, hanno puntualmente sperato in un ritorno del capitano giallorosso a Coverciano, dove la sua immagine è rimasta comunque sempre presente tra i tanti scatti che hanno immortalato la storia della nostra selezione azzurra.

Fonte immagine: Roberto Vicario
Fonte immagine: Roberto Vicario
A latere del trionfo tedesco non era ancora chiaro se Totti avrebbe lasciato o meno. Si disse che il “Pupone” si fosse reso disponibile ad un impiego solamente saltuario da parte di Donadoni, e forse fu proprio quella decisione a porre fine al legame tra il numero 10 della Roma e la Nazionale; il mister non era d’accordo con questa metodologia ed una volta saltati gli Europei, il diretto interessato accantonò definitivamente il discorso, uscendo automaticamente anche dai pensieri di Lippi all’inizio del suo secondo mandato. Inutili furono i tentativi tardivi da parte del ct campione del mondo di portare Totti in Sudafrica: l’assenza di un progetto convincente, l’instabilità emotiva del momento – dovuta anche all’episodio con Balotelli che fece pensare a Totti di smettere con il calcio -, la forma fisica e l’eterna indecisione impedirono al capitano della Roma di disputare il suo terzo Mondiale, salvandolo tuttavia da un tracollo in cui probabilmente sarebbe servito come perfetto capro espiatorio.
Oggi il classico tam-tam mediatico è pronto a riproporsi: Totti appare in condizioni non indifferenti e rispetta tranquillamente il livello dei giocatori convocati attualmente; se Bonucci e Thiago Motta sono “nazionalizzabili”, tanto più deve esserlo lui. La sua presenza ai Mondiali in Brasile, ad ogni buon conto, è tutt’altro che certa. Anzi, il giocatore non si è mai sbottonato più di tanto, lasciando intendere che si sarebbe messo a disposizione di Prandelli solo in caso di necessità. “La Nazionale di oggi non mi è mai appartenuta e lascio spazio agli altri, ma se succede qualcosa e c’è bisogno di me non mi tiro indietro”, è in sostanza il pensiero di Totti, che accetta i corteggiamenti perché fanno sempre comodo, ma non alimenta false speranze e va per la sua strada.
Tifosi e media sono già spaccati sull’argomento. Totti non avrebbe apparentemente motivo di rifiutare una convocazione, ma alcuni particolari suggeriscono che sarebbe più giusto se rimanesse fuori dai giochi. Analizziamo allora nel dettaglio le ragioni alla base della querelle che si protrarrà fino al mese di giugno, spiegando perché Totti dovrebbe andare ai Mondiali e perché eventualmente rimarrebbe a casa.
 
PERCHÈ SI’:
Alla Nazionale di oggi manca un vero numero 10. La rosa di Prandelli è solida ed annovera tanti elementi interessanti, ma tra le bozze di un progetto di crescita che sembra non completarsi mai il livello non è comunque quello del 2006 ed eccezion fatta per Buffon, Pirlo e Balotelli, non si trovano altre superstar tra gli azzurri.
Fonte immagine: Presidenza della Repubblica
Fonte immagine: Presidenza della Repubblica
Gli stessi “senatori” di Coverciano sarebbero pronti ad abbracciare il capitano della Roma anche perché in un gruppo di così tanti giovani Totti sarebbe un ottimo punto di riferimento e già solo la sua presenza in campo fornirebbe il massimo respiro internazionale al contesto azzurro, che si tradurrebbe in una maggiore espressione anche da parte delle nuove leve. Viva gli Insigne, i Florenzi e i Verratti, ma il Mondiale non è la competizione per le nazionali futuribili e se qualcuno in bilico dovrà essere sacrificato per far posto all’esperienza del capitano della Roma, allora sarà giusto così. Un particolare non indifferente, poi, è la condizione fisica di Totti, che negli ultimi tempi sta facendo meglio di quando si invocò il suo nome per la Sudafrica. Se la Nazionale deve racchiudere i migliori esponenti del movimento calcistico di un Paese, Totti può diventare tranquillamente il migliore dei jolly sulla falsa riga di Di Natale agli Europei. La Coppa del mondo in Brasile, patria del calcio, sarebbe la ciliegina ideale sulla carriera di un talento riconosciuto a livello globale. Ultimo, ma non ultimo: fra i tre ct che hanno allenato la Nazionale dal 2006 ad oggi, Prandelli è l’unico che ha aperto dichiaratamente a Totti.
 
PERCHÈ NO:
Totti manca in azzurro da più di 7 anni e, al contrario di quanto avviene per altre Nazionali meno quotate, a Coverciano non è mai stata ritenuta indispensabile la presenza del campionissimo troppo in là con l’età. Anche andando ai Mondiali, Totti non giocherebbe comunque tutte le partite e a lungo andare la sua presenza potrebbe risultare finanche ingombrante, sia dal punto di vista gerarchico sia da quello mediatico. Difficile, in ogni caso, dare adito a chi sostiene che il rapporto con Balotelli possa costituire un freno: i due dissero di essersi chiariti per l’episodio del “calcione” quando l’Italia giocò a Roma contro l’Uruguay, novembre 2011; Totti era in tribuna ed incontrò gli azzurri prima e dopo il match. Addurre una ragione simile per rifiutare un impegno ufficiale, tra l’altro, sarebbe puerile e ben poco professionale.
Non avrebbe molto senso giocare in Brasile dopo aver saltato volutamente il Sudafrica. La domanda viene automatica: perché accontentare Prandelli e non Lippi? Maldini rifiutò di andare in Germania proprio perché non si era concesso a Trapattoni per gli Europei del 2004, ma ancora oggi Totti non ha mai spiegato esattamente come mai non partì per i Mondiali del 2010, di cui, a sua detta, non vide nemmeno una partita. Qualora venisse convocato a giugno, la prima curiosità che verrebbe soddisfatta in sala stampa sarebbe proprio questa.
Eleggere in azzurro Totti senza che questi abbia partecipato alle qualificazioni significherebbe togliere il posto a qualcuno che il Brasile se l’è sudato. Tuttavia, situazione analoga si propose già per gli Europei, quando Prandelli defenestrò senza troppi ripensamenti Ranocchia, Aquilani e Pazzini. Un ostacolo tra Totti e la prossima Coppa del mondo, in ogni caso, potrebbe essere costituito anche dalla Roma.
Fonte immagine: Danilo Rossetti
Fonte immagine: Danilo Rossetti
Qualora la Lupa tornasse in Champions, infatti, Totti sarebbe costretto a saltare parte della preparazione estiva, e considerato il suo fisico di cristallo sarebbe altamente sconsigliato per l’ambiente giallorosso; la situazione, poi, diverrebbe ancora più antipatica se la Roma arrivasse terza in campionato dovendo disputare anche i preliminari di Champions: la stagione inizierebbe prima e la già fievole disponibilità di Totti sarebbe seriamente ridotta. Fosse stata l’ultima annata del “Pupone”, il discorso sarebbe stato già diverso, tuttavia il rischio di chiudere la carriera senza sapere quale sarebbe la sua ultima partita non sarebbe stato l’ideale per un personaggio come Totti. Zidane fu di una tristezza infinita quando si lasciò alle spalle terreno di gioco e Coppa del mondo in una volta sola.
C’è chi ricorda che Totti non abbia mai fatto la differenza in Nazionale. Invero, il suo apporto fu molto importante ad Euro 2000, mentre in Giappone e Corea il suo cammino fu stroncato da Byron Moreno e agli Europei in Portogallo se lo stroncò da solo; in Germania, invece, le circostanze erano delicate, ma il giocatore si rivelò sicuramente abbastanza importante.
La convocazione di Totti a quasi 40 anni, tuttavia, sconfesserebbe in toto il famoso progetto della linea verde di Prandelli: Totti tornerebbe un momento per partecipare ai Mondiali per poi richiudersi nella botola giallorossa subito dopo. La tentazione di lasciare indelebile l’ultimo bel ricordo del 2006 sarebbe inoltre forte per lui. Una riapparizione dopo 8 anni sembrerebbe forzata e soprattutto moltiplicherebbe le aspettative nei suoi confronti. Giocare un Mondiale, stravolgere la filosofia del ct, lasciare per forza il segno e convivere con gli altri come un invitato di lusso: perché prendersi tante responsabilità?

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