A tutta tattica – La rivoluzione necessaria della Serie A

Per l’appassionato di calcio l’estate non passa mai. Avoglia a dire che gli anni volano e che già la nuova stagione è alle porte!

Si ricomicia con il calcio giocato, quello vero, e sono tante le novità importanti, quasi tutte in panchina.

 

Grandi acquisti, questa estate, ce ne sono stati, ma tutti fuori dall’Italia. Da noi oramai i grandi club europei vengono per fare shopping, e quelle poche società che possono spendere non arrivano certo ai livelli di Real, Chelsea, Bayer… oramai il calcio che conta è lontano anni luce dalla Serie A, dove si vive di prestiti e comproprietà.

Soccermagazine.it
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Tuttavia, non è detto che questo sia solo un male. Proprio dalle difficoltà spesso nascono quelle idee che permettono a una squadra di rilanciarsi o di reinventarsi.

L’offerta è allettante: c’è la curiosità dei tifosi di vedere se riusciranno a crescere club come Inter, Roma, Fiorentina, Milan, Lazio; c’è aspettativa sulla Juve e sul Napoli, chiamate entrambe a confermarsi e a rilanciarsi verso nuovi obiettivi; poi ci sono le “rompiscatole”, su tutte l’Udinese, senza sottovalutare Catania,Cagliari, Bologna, squadre pronte a sottrarre punti e posti per l’Europa alle prime della classe. Se non altro il livellamento del campionato ha reso lo stesso più avvincente, e ogni stagione è diversa dalle altre (pur rimananendo lo scudetto un privilegio delle classiche grandi).

 

La Juve ha cambiato l’attacco; Llorente fatica ad integrarsi, ma Tevez sembra il top player tanto agogniato in questi due anni. Riuscirà l’apache a dare quel valore aggiunto che è mancato i bianconeri in Europa? Quando Conte iniziò la sua avventura sulla panchina della Juve, fece una dichiarazione molto significativa di quello che il suo modo di intendere il calcio: “per i nostri avversari il campo deve diventare in salita”. Fuori discussione che in Italia l’obiettivo sia pienamente centrato, tutt’altra cosa è mettere in difficoltà il Bayer di turno. I mezzi per riuscirci ci sono: il centrocampo juventino è senza dubbio uno dei più forti della Champions. Da lì bisogna ripartire.

 

Il Napoli è all’alba di un nuovo ciclo. Difficile confermarsi, perchè per fare meglio si può solo vincere lo scudetto e in Italia lo questa è roba quasi esclusiva di Juve, Inter e Milan. L’ultima squadra che è riuscita a rompere questo tabù è la Roma nel 2001. Presistoria calcistica. Anche qui però, tra la cessione di Cavani e il merctao del vulcanico De Laurentiis, le potenzialità sono enormi. Oltretutto Benitez è un allenatore che ha vinto una Champions e una Europa League: è il mister il più titolato dell’attuale Serie A.

La rivoluzione napoletana è negli uomini come nella filosofia: passare dall’allenatore più italiano di tutti (Mazzari), bravissimo a far muro e a sfruttare le ripartenze, ad un altro bravissimo spagnolo (Benitez), con un calcio più orizzontale e ragionato, può mettere in difficoltà la squdra abituata in un certo modo. I giocatori dovranno essere in grado di trasformare il cambiamento in un momento di crescita e maturazione definitiva, se non volgiono correre il rischio di rimanere senza identità.

 

Moltà curiosità circola anche attorno alla Roma: se il calcio fosse il teatro, la squdra giallorossa sarebbe un commedia di Pirandello: una squadra alla disperata ricerca di se stessa. E come per ogni commedia che si rispetti, ecco che nell’estate di calciomercato si consuma il paradosso insanabile: quando sembra finalmente arrivato un allenatore in grado ti tenere le redini della squadra, vengono a mancare quei giovani promettenti che hanno costituito la base delle speranze dei tifosi giallorossi. L’organico è rimasto comunque importante, i nuovi acquisti sono di qualità (vedi Strootman). Resta il rimpianto di non aver potuto vedere un grande Roma con Marquinos e sopratutto Lamela, l’ex giocatore simbolo del nuovo corso americano.

 

Aspettative ne ha di sicuro il Milan, che però deve fare i conti con un budget striminzito e un mercato inesistente. Allegri è rimasto, facendo una scelta simile a quella di Mazzarri con l’Inter: forse Roma e Napoli potevano garantire loro qualcosa di più dal punto di vista tecnico; tuttavia i due allenatori più contesti dell’estate hanno preferito le due milanesi, per una questione di blasone e perchè alla fine è qui che si vincono gli scudetti.

 

Di spunti ce ne sono davvero tanti, visto che molto c’è da dire anche su club come Lazio, Fiorentina, Udinese, ecc… prepariamoci ad una nuova esaltate stagione, sicuramente piena di polemiche, ma senza dubbio molto divertente.

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