Fiorentina: Vincenzo Guerini parla della squadra

La prima conferenza stampa del ritiro pre-campionato della Fiorentina, spetta a Vincenzo Guerini, Club Manager della squadra viola.   

Fonte: Federico Berni
Fonte: Federico Berni

In compagnia del Sindaco di Moena e del Responsabile dell’APT della Val Di Fassa, Guerini parla della squadra che sta nascendo con questo mercato.

Il secondo anno a Moena: “L’anno scorso l’umore era sicuramente diverso. Moena, lo scorso anno era la sola cosa incantevole. Ma in dodici mesi abbiamo fatto di tutto per metterci al passo con questa città. Il connubio è stato bellissimo, complimenti all’amministrazione per le strutture che ci hanno messo a disposizione. Speriamo di continuare su questa strada, intrapresa insieme“.

Come ha visto Mario Gomez? Il palmares di Gomez parla da solo. Ha sempre fatto una marea di gol, è un giocatore che deve essere supportato dalla squadra, l’ha detto anche lui. Sarà il terminale della squadra, credo che si possa divertire e che ci si possa divertire“.

E Ljajic? “Ljajic è veramente motivato e perfettamente consapevole che deve molto alla Fiorentina ed al mister, che è stato l’unico a credere veramente in lui ed a volerlo tenere”.

Rispetto all’anno scorso? “Ricordo la contestazione a Diego Della Valle dello scorso anno. Ma qui si è stravolto tutto in dodici mesi, grazie al gioco più che ai risultati. In quaranta anni di viola non ho mai visto giocare questa squadra così bene”.

Jovetic e gli altri che se ne sono voluti andare? I Della Valle erano arrivati ad un bivio ed hanno rilanciato alla grande. Io non voglio parlare di singoli, ma ho assistito a giocatori che, l’anno scorso,  non volevano venire da noi ed oggi invece ce ne sono tanti che fanno la fila

 Qual’è l’episodio simbolo che ha riacceso i Della Valle? La salvezza all’ultima giornata ha fatto scattare una molla, l’orgoglio di non voler chiudere così”.

La Fiorentina sarà l’anti-Juve? Non si possono soffocare i sogni dei tifosi, ma neanche mettere in ombra gli avversari. Per noi sarà più difficile perché non siamo più la sorpresa. Quest’anno dobbiamo essere bravi a superare l’ostacolo. I nostri direttori hanno fatto dei capolavori. Montella è studiato in tutta Italia, ma non per questo sarà una passeggiata. Sarà il campo a parlare”.

Sulla rosa molto ampia: Dobbiamo avere almeno venticinque giocatori. E dobbiamo affrontare le tre competizioni con la massima serietà. Abbiamo fatto tanta fatica per tornare in Europa e vogliamo onorare la competizione. Dobbiamo avere due squadre”.

 

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