Juventus, parla Allegri: “Sneijder è un lusso raggiungibile”

Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus, tira un bilancio di questi primi mesi alla guida dei bianconeri in una lunga intervista al quotidiano La Stampa.

Allegri Fonte: calciocatania (flickr.com)
Allegri Fonte: calciocatania (flickr.com)

Si parte subito da mercato e dal nome più caldo, quello di Wesley Senijder:Sneijder è un bell’appartamento? No, è una villa. Ma con una situazione particolare. È un lusso raggiungibile. Il nostro obiettivo è alzare il tasso tecnico di questa squadra, uno così ci manca”. 

Rimanendo in tema mercato, Allegri si esprime anche sulla crisi del calcio italiano: “A livello economico l’Italia è un disastro, anche nel calcio. La maglia del Manchester United vale 150 milioni e in estate ne hanno spesi 300 per rinforzarsi. Noi dobbiamo ingegnarci e trovare altre strade, come quando educhi i figli”.

Arrivato alla Juve in estate, dopo l’addio di Conte, Allegri racconta quello su cui ha dovuto lavorare: “Al mio arrivo ho trovato una squadra che aveva lavorato in un certo modo, vincendo tre scudetti di fila e che aveva bisogno di percorrere un passaggio importante. Dire che sta andando tutto bene sarebbe presuntuoso, ma lo stiamo percorrendo”.

Alla guida del campionato italiano anche in questa stagione, Allegri spiega gli obbiettivi della squadra:Questo è un gruppo con mezzi tecnici, fisici e tattici molto importanti. Ha bisogno di avere convinzione, anche se tra sicurezza e presunzione il confine è sottile. La convinzione ti porta a raggiungere risultati inaspettati e noi dobbiamo averla in Champions League”.

Qualificatasi come seconda del girone, la Juve affronterà il Borussia Dortmund agli ottavi: “La sfida in Champions contro il Borussia Dortmund? Non so come finirà, loro sono sicuramente una grande squadra ma sono sicuro che riusciremo a fare due grandi partite“.

Un solo passo falso in questi primi mesi, la sconfitta in Super Coppa italiana contro il Napoli di Rafa Benitez: La sconfitta con il Napoli non rovina cinque mesi di lavoro anche se dispiace per come è andata. Gli obiettivi erano quelli di essere in lotta per il campionato e siamo primi, e la qualificazione agli ottavi di Champions che abbiamo raggiunto”.

Infine Allegri, torna sulla scelta di allenare la Juventus: Io mi sento juventino da quando sono arrivato. Qui hai 12 milioni di tifosi, il resto ha la sua squadra e poi tutti tifano contro la Juventus”

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