Ma adesso Allegri non ha più scusanti: deve tornare a vincere

La dirigenza ha fatto una scelta ben precisa: fuori praticamente tutti i senatori e appoggio ad Allegri. Cosa significa? Che, adesso, l’ex allenatore del Cagliari non ha più scusanti. Deve ri-vincere il campionato e, possibilmente, arrivare almeno alle semifinali in Champions League.

Seedorf e Nesta. Contro il Novara sarà la loro ultima gara al Meazza fonte foto: Danilo Rossetti

Il rapporto con molti giocatori era davvero pessimo. Appena arrivato a Milanello nell’estate 2010, dopo poche settimane ha subito fatto fuori Ronaldinho, autore di una strepitosa stagione l’anno precedente con Leonardo. Il motivo era dettato dal fatto che Allegri vuole che il trequartista corra e faccia anche lavoro di copertura, cosa che il brasiliano non garantiva. Poi è stato il turno degli altri: prima Pirlo l’anno scorso, e poi seguito da Gattuso, Seedorf e Inzaghi. Una scelta che larga parte dei tifosi non ha condiviso per niente: non tanto per il ricambio generazionale (che prima o poi doveva avvenire) ma per il modo con cui sono stati trattati. Il regista più forte del mondo (Pirlo) è stato mandato via senza troppi complimenti e ha fatto vincere lo scudetto alla Juventus; Gattuso ha perso il posto da titolare complice anche il grave infortunio che l’ha colpito; Seedorf non è stato più convocato dopo la sfida contro il Bologna e SuperPippo non è stato nemmeno inserito in lista Champions. Comunque sia avvenuta la separazione, tutte le scelte del mister sono state avvallate dalla società. Certamente uno schiaffo a chi avrebbe potuto pensare che Allegri, alla prima esperienza in una grande squadra, si sarebbe potuto far influenzare dalle carriere dei calciatori. Se adesso non ci sono più dubbi sulle qualità da leadership dell’allenatore (e, quindi, mandati via molti dei “meravigliosi”) non ci sono, però, più attenuanti che tengano: deve tornare a vincere. E, stavolta, non c’è vecchia guardia che tenga.

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Raffaele Zanfardino

Direttore responsabile della testata.

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