Napoli, alla scoperta di Sarri: tuta, sigarette e tattica

Maurizio Sarri è il nuovo allenatore del Napoli. Molti tifosi partenopei si staranno chiedendo: chi è il neo tecnico azzurro?

Fonte: empofc.com (empolicalcio.net)
Fonte: empofc.com (empolicalcio.net)
Maurizio Sarri è nato a Napoli, dove ha vissuto una piccola parte della sua vita, da genitori toscani arrivati in Campania per lavoro: il padre era un gruista e lavorava per la ditta che costruì l’Italsider a Bagnoli. Lui cresce a Figline Valdarno e da giovane alterna la carriera da calciatore, ha giocato da difensore nelle serie minori, e quella di banchiere. Una volta appese le scarpette al chiodo inizia la carriera da calciatore e ben presto decise di lasciare il lavoro in banca: “Salendo di categoria, capivo che sarei riuscito a campare ugualmente, ma soprattutto non ne potevo più di andare in ufficio e di aspettare con impazienza di staccare alle 17 per andare sul campo. Quindi, stop”, così ha motivato in un’intervista la sua scelta.

Inzia così per Sarri una lunga gavetta nelle serie minori, condita da qualche promozione. Nel 2012 viene scelto dall’Empoli, ma nella prima stagione non riesce a vincere i playoff. Al secondo anno conquista la promozione in A, il resto è storia dei giorni nostri. Il suo Empoli è stata la squadra rivelazione della Serie A e lui è stato premiato dall’Uefa come miglior tecnico emergente in Italia. Il suo ciclo all’Empoli si è chiuso e lui ha deciso il grande salto: ora c’è il Napoli.

Chi ha lavorato con lui lo definisce un maniaco della tattica. Il modulo preferito è il 4-3-1-2, ma non gli dispiace nemmeno il 4-3-3. All’inizio della carriera, invece, puntava molto sul 4-2-3-1. La sua filosofia di gioco è fatta di intensità, corsa e verticalizzazioni. Nel corso della sua carriera è stato soprannominato “mister 33”: 33 come i suoi schemi da calcio d’angolo. Per lui non è importante sedere in panchina in giacca e cravatta: “In tuta sto comodo e comunque faccio l’allenatore, non l’indossatore”. Con i suoi calciatori ha un ottimo rapporto, nonostante da fuori sembri un “sergente di ferro”, non gli chiede cosa fanno nel tempo libero, ma pretende da loro il 100% in campo: con lui chi non si allena al top va fuori.
Sarri è anche un fumatore incallito, aveva detto di voler smettere in caso di salvezza dell’Empoli, ma non ce l’ha fatta. Altro aspetto di Sarri è la sua ironia che non manca mai, nemmeno nei momenti più difficili.

In una recente intervista l’allenatore ha dichiarto di non aver mai sofferto lo stress da quando allena: sarà così anche a Napoli?

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