Palermo, Iachini a tutto campo: “Darò il massimo per restare il più a lungo possibile”

Lui con il suo Palermo sono una lieta sorpresa di questa stagione. Stiamo parlando di Beppe Iachini, tecnico dei rosanero che alla prima vera occasione in Serie A stà dimostrando di essere non solo un allenatore “da promozione” ma anche da massima categoria. Il tecnico di Ascoli Piceno ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport parlando a 360 gradi della sua vita.

credit foto ac Siena
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Innanzitutto spazio alla sua famiglia: “Gente semplice. Franco ora in pensione, era operaio all’Enel; Maria Teresa, faceva la bidella. Sono grato ai miei genitori per gli insegnamenti ricevuti che ho cercato di trasmettere ai figli. Mia sorella Serena è segretaria in una scuola e Paolo, istruttore atletico, per anni è stato con l’Ascoli. Anche lui giocava a calcio. Centrocampista come me. Io però avevo la testa dura. Sono cresciuto a pane e pallone, nei cortili e nella parrocchia, scuole di vita che purtroppo non ci sono più – ha dichiarato Iachini -. Diplomato in ragioneria, non ero né scienziato né scarso. Chiodo fisso invece diventare la bandiera dell’Ascoli. Ricordo il primo pallone con emozione. Me lo portò Babbo Natale. Papà e mamma lo misero sotto l’albero, piansi. Il mio idolo era Renato Campanini, il miglior realizzatore di sempre nella storia dell’Ascoli. Quando non rompevamo i vetri della chiesa e Don Gaetano si arrabbiava! Ho fatto il chierichetto pur di garantirmi un posto in squadra. A nove anni, l’Ascoli mi prese. Quanti sacrifici! La mattina a scuola e dopo allenamento. Ci spostavamo con il pullman e quando la sera tornavo a casa ero sfinito e dovevo alzarmi alle 5 del mattino per studiare”. Poi spazio alla sua carriera da allenatore: “I maestri che hanno inciso della mia carriera? Ho avuto fortuna. Mazzone, Boskov, Castagner, Bagnoli, Ranieri, Spalletti, Novellino, Radice, i primi che mi vengono in mente. Mazzone mi ha fatto esordire in A a 17 anni, poi la consacrazione con Boskov. Mazzone segue le nostre partite e mi incita: vai per la tua strada! Per lui sono come un figlio e i figli, si sa, per i padri, sono i più bravi. Così dice che Iachini è il più forte di tutti. Fu lui che accelerò il mio matrimonio con Antonella. Dovevo trasferirmi a Barletta, mi fermò: da Ascoli non ti muovi, a patto che ti sposi! Lei aveva 15 anni, io 17 quando ci siamo conosciuti”. Poi spazio all’oggi, il Palermo: “A Palermo, mi trovo bene con tutti: presidente, dirigenti, società, giocatori. Gioie e soddisfazioni non mancano. Con il presidente vado d’accordo. Darò il massimo per restare il più a lungo possibile, mi piacerebbe. Intanto, avanti con un programma a lunga scadenza, per formare uno zoccolo duro che possa dare soddisfazioni. Senza limiti. Ma, oggi è oggi. Domani, un altro giorno. Con l’Inter Partita difficile e delicata. Contro una squadra che ha speso tanto e vuole tornare grande. Stimo Mancini, è stato mio compagno nella Under, un giocatore eccelso, un ottimo allenatore, un bravo ragazzo. Lo incontro con piacere – ha dichiarato Iachini -. E se fossi in lui penserei che è il momento di vincere. Spero di rubargli l’idea. Non sarei da A? Chiacchiere stupide, le capacità esistono a prescindere dalla categoria. Ho vinto quattro campionati, subentrando tre volte, con moduli diversi, ho fatto la mia gavetta e ne vado fiero. Se per allenare in A bisogna proporre un modello gossip non sono il tipo”.

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