Ranking UEFA, il Portogallo ci sorpassa: è allarme rosso

Ci risiamo, purtroppo: anche questa volta, il calcio italiano in Europa ha subito un’altra batosta pesante, di quelle che potrebbero costare tantissimo in ottica futura.

Logo UEFA al partira dal 2013. Fonte Wikipedia (UEFA)
Logo UEFA al partira dal 2013. Fonte Wikipedia (UEFA)

A capitolare nella campagna d’oltreconfine in questo caso è stata la Juventus, ultima italiana rimasta a giocare una competizione internazionale in questa stagione, che ha impattato 0-0 contro il Benfica nella semifinale di ritorno di Europa League, vedendo così svanire davanti ai propri tifosi il sogno di giocarsi la coppa tra le mura amiche dello Juventus Stadium. Oltre al danno, la beffa, verrebbe da dire.

C’è la rabbia, la frustrazione, la delusione di non vedere una squadra del Bel Paese giocarsi un trofeo continentale, per riportare agli ormai antichi fasti la scuola italiana del pallone che ha sempre dettato legge in campo internazionale. Ma non è solo questo che irrita addetti ai lavori e non. Mentre i vari burloni e simpaticoni se la ridono per l’eliminazione dei bianconeri (cosa che accade per qualsiasi squadra nostrana ormai), il Portogallo, dopo l’approdo del Benfica in finale, ha sorpassato proprio l’Italia (ora quinta nella classifica) nel famigerato ranking UEFA: 52.133 contro 51.510 punti, un distacco non eccessivo, ma che potrebbe aumentare preoccupantemente in caso di vittoria della squadra di Jorge Jesus sul Siviglia nell’ultimo atto di Europa League che si terrà il 14 maggio. Un brutto segnale, un pugno nello stomaco che fa tremare e inquietare inevitabilmente il football made in Italy che per il momento conterà sullo stesso numero di squadre in Europa (tre in Champions e altrettante in Europa League). Appunto per il momento, sperando che la voragine non si divarichi ancora e che Francia e Russia, che ci braccano da dietro, non ci sorpassino, togliendoci così altri posti riservati per le coppe.

C’è anche da dire che non è la prima volta che tocchiamo il fondo, ma questo non accadeva dal 1984. Insomma, è dura da digerire, ma è doveroso constatarlo: il calcio italiano in questo momento appare inferiore rispetto alle altre scuole di pensiero, nella sua totalità. Già, in questa stagione, partendo da agosto 2013, Udinese, Lazio, Napoli, Fiorentina, Milan e i suddetti torinesi non sono riusciti a competere con le varie spagnole, inglesi, tedesche e affini, sempre considerando che questo è un problema che ci stiamo portando già da qualche anno addietro, su cui già si è discusso (sembra inutile tornarci su) e si continuerà a farlo fino all’infinito.

E così non ci resta che prendere atto di questo sorpasso, nell’attesa che una luce a tinte tricolori spunti nel buio pesto chiamato Europa per riportare in alto, nel ranking, il football made in Italy.

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Olivio Daniele Maggio

Originario di Francavilla Fontana, città dell'entroterra brindisino. Laureato in Scienze della Comunicazione e cresciuto praticamente a pane e calcio, coltiva molte aspirazioni tra cui quella di diventare giornalista professionista, ruolo che oscilla su un filo che divide il lavoro e la passione.

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