Roma, Julio Sergio tifa solo per te: “Lo scudetto? La Roma c’è!”

È intervenuto in esclusiva per Tuttomercatoweb l’ex portiere della Roma Julio Sergio che anni fa con Ranieri visse l’apice della sua carriera sfiorando il sogno Scudetto. Di lui i tifosi romanisti ricordano il rigore parato al derby che diede il via alla rimonta giallorossa e le lacrime di dolore durante Brescia-Roma quando a cambi esauriti rimase in campo con una distorsione alla caviglia. Ora dice la sua sulla nuova Roma.

Fonte: Wikipedia
Fonte: Wikipedia

 

Julio, adesso per te si tratta di un ritorno a casa?

Si, gioco nella mia città, Ribeirao Prato, faccio la serie A del campionato paulista“.

 

Nel mercato di gennaio poteva tornare in Italia. Si era parlato del Carpi…

Ho sentito qualcosa, ma nessuna offerta ufficiale. Ho un contratto qui, con il Commercial, fino ad aprile“.

 

Segue ancora la Roma?

Sempre. Lì ho tanti amici e tifo per loro. Vedo sempre la squadra, mi fa piacere che vada bene e che sia in zona Champions“.

 

Scudetto possibile?

. Sia i giocatori che l’allenatore sono di grande livello“.

 

Da portiere a portiere: De Sanctis, come lo vede?

È un grandissimo portiere“.

 

De Sanctis a parte, chi le piace in serie A?

Handanovic. Bardi. E Rafael del Verona, con cui ho giocato nel Santos: è un vero professionista, gli mancava un’opportunità per farsi vedere in A e adesso l’ha avuta: può crescere ancora e fare meglio“.

 

E lei, tornerà in Italia?

Sì. Ad aprile o maggio andrò a vedere una partita della Roma. E anche il torneo di Tennis. Sarebbe bellissimo ritornare a giocare in Italia“.

 

Anche in serie B?

Non è un problema. Voglio stare bene con me stesso e far star bene anche la mia famiglia. A Roma ho vissuto benissimo, mi farebbe piacere conoscere altre città e lavorare in altre squadre italiane“.

 

Chiudiamo con una curiosità. Spalletti di lei diceva che era il miglior terzo portiere al mondo. Che voleva dire?

Nel calcio un calciatore deve saper aspettare il proprio momento e capire quando può essere utile. Io ho sempre cercato di fare del mio meglio. E anche se ero il terzo, cercavo di essere il migliore. Spalletti mi ha insegnato tanto“.

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