Fiorentina: quando è il gioco che conta

La Fiorentina è quarta in classifica, da sola, a 24 punti, a soli 3 punti dall’Inter, seconda. La vittoria di Milano, di domenica scorsa, dice molte cose e sarebbe fin troppo scontato e facile, esaltare in questo momento, doti e meriti di una squadra che, fino a pochi mesi fa, era da rifondare totalmente. Sarebbe altrettanto facile, “abbattere” le critiche sul Milan e sul periodo nero che sta attraversando. Inoltre, nello spirito dei tifosi, sarebbe troppo esaltante e ancora facile, esaltarsi e “volare” con la fantasia verso mete da sogno ancora molto lontane dalle possibilità viola. Allora proviamo ad analizzare alcuni aspetti di questa squadra che sta venendo ad “infastidire” tutta la serie A italiana 2012-2013.

Fonte: Federico Berni

Innanzitutto la determinazione e la competenza, a questo punto palesi, dell’allenatore Vincenzo Montella. La sua semplicità e la sua meticolosità nel lavorare, stanno dando a Firenze, frutti inaspettati e insperati. La squadra viola ha espresso fino ad oggi un gioco, nel vero senso del termine. Il tecnico sta lavorando in modo che la squadra esprima un possesso palla sempre appropriato ed un movimento di squadra continuo, una precisione ed una velocità, negli scambi e nel recupero palloni, degna di ben più balsonate bandiere. E’ un piacere e un divertimento vedere giocare la Fiorentina di oggi, al di là di quale sia il risultato finale. Se dobbiamo essere obiettivi, la Fiorentina soffre sempre molto (troppo per il tifoso) nei primi 20-25 minuti del secondo tempo. Si pensava fosse un episodio di una gara, invece si sta rivelando proprio il “bioritmo” della squadra di Montella, che poi riprende e ritorna padrona del gioco, spavalda, e può andare a chiudere la partita. I calciatori giocano senza remore nei confronti di nessuno: vanno a Napoli o a Milano ad imporre il loro modo di giocare senza riverenze. Lo staff di Montella sta lavorando anche alla grande sulla parte atletica dei calciatori, fin dall’inizio della preparazione: l’uso del gps per analizzare in toto la preparazione, la capacità di resistenza allo sforzo e la potenza fisica dei giocatori, è un ottimo compagno di viaggio per una squadra del giorno d’oggi. Ed aiuta tanto.

In primo piano, accanto al mister, c’è la società. Epurata dai vari dirigenti-“padroni”, rinnovata e consolidata nei “comportamenti” sociali e benefici, la ACF Fiorentina si basa oggi su Pradè e Macia e su tutta una serie di persone e personaggi competenti, per il ruolo che svolgono. La squadra è stata rifondata togliendo di mezzo i vari furbetti, i viveurs, gli amanti del bere e delle “pernici dolomitiche imbalzamate”, i vari “pendolari” poco professionali e tutti gli “anaffettivi” nei confronti della maglia viola.  La situazione ambientale e lavorativa è, così, cambiata radicalmente ed è stata allestita una squadra vera, un gruppo serio e con delle buone basi. Sono rimasti “sotto condizione” alcuni calciatori (per altro uno anche reo di gesti gravi, nella scorsa stagione) ma con la promessa e la dimostrazione, sul campo, di un impegno maggiore, unica condizione per evitare ulteriori “siluramenti”. E poi c’è Andrea Della Valle: per non si capisce bene quale motivo profondo, presidente onorario ritrovato all’entusiasmo e alla competitività dirigenziale. E’ l’arma in più di questa Fiorentina che sta facendo bene.

Ma veniamo al campo: la difesa, reparto che è tra i meno “colpiti” del campionato, fino a questo momento. Montella ha dichiarato che la sua abitudine e la sua preferenza sono di non cambiare quasi mai la difesa in termini di calciatori. Il risultato è stato un po’ forzato dalle decisioni arbitrali che hanno avuto il “cartellino facile” (diciamo anche “parziale” e “chirurgico”, purtroppo) costringendo lo stesso tecnico viola a cambiare varie pedine. Ma il risultato non è cambiato, e questo è importante ed esalta i tifosi! Alla faccia, forse, di chi è ancora lì a considerare il campionato ed ogni squadra, come “pedine” di un disegno già scritto a tavolino in estate….. La difesa della Fiorentina è quasi sempre attenta, poche volte impacciata, ha molta concretezza nel far girare la palla, con un buon uso anche del portiere (e dei suoi piedi). Tuttavia conosce, in partita, alcune “pause” nelle quali prende quasi sempre gol (9 fino ad oggi) o in cui la concentrazione dei vari Gonzalo Rodriguez, Roncaglia, Tomovic e Savic, sembra allentarsi solo un momento. Un esempio? Pazzini, sul tacco di Mexes, era solo fra quattro difensori viola schierati a dovere ed ha segnato. E non si dica che è stato veloce ad anticipare perchè è Rodriguez, che è stato fermo, a determinare il gol dell’ex. Ma altri esempi ci sono in tutte le partite giocate fino ad oggi dalla Fiorentina. Del resto, se fosse perfetta, già dopo un mese e mezzo di campionato, sarebbe il Barcellona…..

Il centrocampo parla da solo, per Borja Valero ci vorrebbe un articolo a sè, per gli altri non c’è niente da dire più della bontà manifesta del loro lavoro in partita. Veniamo al reparto offensivo, quello che sembra l’handicap più grosso di questa Fiorentina. Jovetic è un punto fermo, anche se, prima di infortunarsi aveva fatto due o tre partite lasciando un po’ a desiderare. Il gioco di Montella impone movimento e pressing, recupero in difesa e ripartenza, con polmoni a tutta birra ed ampia visione del gioco. E non è così facile. Tuttavia la mole di gioco costruita dai viola è impressionante in questo inizio campionato. Soltanto la Juventus ha fatto meglio in tal senso. Eppure a Firenze avrebbe meritato la sconfitta pienamente. Attacco viola, dunque, che risente della mancanza di un elemento veloce e pesante, di quelli che non fa sconti a nessuno e che non ci pensa due volte a calciare in porta trascinando dentro anche difensori e portiere…..ma un tipo così non sembra esistere oggi in circolazione, e a febbraio forse non arrivverà che un buon sostituto di El Hamandaoui (impegnato con la coppa d’Africa).  Luca Toni è l’uomo-sorpresa in questo momento: è un po’ impacciato ma porta sempre via due avversari e si impegna come un ragazzino, pur nella obiettiva considerazione che non regge 90 minuti.

La nota positiva della Fiorentina è la coralità del gioco, per il quale arrivano a segnare anche i difensori e che spesso fa trovare chiuse quasi tutte le “strade” all’avversario. Jovetic infortunato è stato sostituito dal gioco di squadra. Chiunque venga messo in campo, in condizione fisica discreta, può sostituire il “titolare” senza che la squadra ne risenta. Ruben Olivera è un esempio di questo “meccanismo”. In definitiva in una squadra creata con un idea moderna di calcio e con una possibilità di ricambio “naturale” nei vari reparti, è il gioco che fa la differenza e che conta. Verranno momenti di calo fisico, verranno situazioni in cui la manovra sarà meno fluida e lo spettacolo meno bello, ma intanto la piazza di Firenze si gode questo momento. Mille persone ad accogliere il treno alla stazione, domenica sera, sono una cosa un po’ esagerata, ma tant’è la voglia di entusiasmo e di rinascita dei tifosi viola. In fondo bastava poco per riportare quell’amore che era stato distrutto e calpestato, negli ultimi due campionati, da dirigenti ed allenatori non degni di questi nomi e, nostro malgrado, palesemente scarsi e limitati tecnicamente.

Infine uno sguardo alla classifica e alle giornate fino ad adesso disputate dalla Fiorentina: mancano due punti lasciati per inesperienza a Parma, mancano due punti lasciati per “oltraggio” arbitrale a Chievo e un punticino per lo stesso “oltraggio” a Milano contro l’Inter…….5 punti in più…sarebbero stati troppi? Dato il gioco assolutamente no, ma nessuno è perfetto e pochi sono ancora i “tutelati dal (solito) palazzo”.  Ed è il gioco che conta.

 

 

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