Inter-Torino, parla Mazzola: “Scelgo Belotti su Icardi. L’Inter è l’anti-Juve”

Domani, ore 20:30, andrà in scena al S.Siro la sfida tra Inter-Torino, per molti una partita come le altre, per un certo Sandro Mazzola, no.

Sandro Mazzola di Francesco Facchini, Youtube - Copertina
Sandro Mazzola di Francesco Facchini, Youtube – Copertina

Più di 90 minuti, una vera e propria questione familiare: il papà campione del Grande Torino, lui dell’Inter tra le cui giocò ben 565 partite di fila, segnando 158 gol e vincendo tutto. Praticamente un feeling che va oltre ai colori. Ecco L’intervista sulla Gazzetta dello Sport in edicola oggi:”Al Filadelfifa è legato il mio primo grande successo come attaccante. Per farmi giocare quella sfida, Italo Allodi dovette esercitare una pressione diplomatica sul preside della mia scuola. La gara era fissata per il sabato, giorno in cui il mio professore di matematica, Gagliardi, aveva fissato la mia interrogazione decisiva: promosso o bocciato. Mia mamma quando le dissi che dovevo andare a Torino, si rifiutò di firmarmi una giustifica fasulla. Se non avessi fatto quell’interrogazione probabilmente per un bel po’ non avrei visto un campo da calcio. Allodi allora chiese e ottenne di anticipare la gara al venerdì. All’interrogazione me la cavai: tre domande abbordabili e qualche risposta farfugliata. Il professor Gagliardi fu comprensivo e come al solito mi fece compilare la schedina del totocalcio per lui. Un rituale. La partita? Feci gol e vincemmo. Ma fu la mia prima volta a Torino e arrivando in macchina passai davanti a Superga. Era la prima volta che la vedevo, non c’ero mai voluto andare. Non piangevo, ma tremavo. Avevo lo stomaco sotto sopra tanto che cercai di vomitare. Da quel momento credo che il Torino divenne un po’ la mia seconda squadra. Mi dispiace non averci giocato, ma ero all’Inter, ero una bandiera… e poi una volta certi legami erano più sacri. Sono contento di aver chiuso la mia carriera da dirigente al Torino. Icardi o Belotti nella mia squadra ideale? Scelgo Belotti. Tutte le volte che prende palla ti trasmette la sensazione che sta perfare la giocata imprevedibile. E si spende molto per la squadra, fa i movimenti che aprono spazi a chi arriva da dietro, in area sa farsi trovare. E’ completo, è destinato a fare il titolare della nazionale. Icardi? E’ il classico uomo d’area di rigoreLa soluzione finale. Quando il centrocampista o l’esterno sono in difficoltà mandano la palla in mezzo e Icardi trova il modo di diventare pericoloso. Mazzarri? A me è sempre piaciuto e da dirigente lo avrei preso, quindi mi fa piacere che abbia in mano questo Torino rilanciato dal ricco calciomercato fatto da Cairo. Spalletti? Piace ai tifosi ed è impegnato nell’operazione rilancio. Non penso che debba sentirsi insidiato da altri allenatori. Ha una squadra che è l’anti Juve, forte in tutti i reparti e con ottime alternative. Gli scudetti non si vincono in estate però. ma in primavera. Deve lavorare bene con gli uomini a disposizione, ma sono convinto che lo farà”. 

Flavio Ponissi

Flavio Ponissi

Sicignano Degli Alburni-Salerno. Aspirante giornalista sportivo. Amante del calcio, quello vero.