Soli contro tutti – I migliori (ed i peggiori) portieri della 27a giornata

Gran bella giornata per i portieri. Nel 27° turno si sono viste molte parate, con alcuni tra i migliori stagionali protagonisti. Con l’inizio del bel tempo diffuso su tutta l’Italia anche per i numeri uno inizia ad arrivare la bella stagione. Le nubi di febbraio, con un periodo negativo, sembrano alle spalle. Ma attenzione, da adesso in poi la stagione entra nella fase più calda. Un errore può cancellare decine di prestazioni di alto livello. L’ingrato ruolo del portiere è così…

 

A sostegno dell’ottima giornata arrivano i voti della Gazzetta dello Sport. Su venti portieri ben diciassette (85%) hanno preso voti dal 6 al 7. I restanti tre hanno ricevuto 5 e 5,5. E se si analizzano le insufficienze si vedrà come siano legate ad una prestazione della squadra piuttosto che ad una personale.

 

I migliori:

 

Lazio-Bologna poteva andare molto diversamente senza le parate di Francois Gillet. Il francese ritorna in classifica dopo varie giornate conquistando il primo posto settimanale. La partita dell’Olimpico prende una piega decisiva per i rossoblu quando, sullo 0-1, il portiere respinge in modo fantastico un destro di Mauri. Poco dopo arriva il raddoppio e per la Lazio l’impresa si rivela impossibile. Il gesto atletico con cui Gillet para su Mauri è nelle corde del francese, i cui trascorsi da ginnasta si mostrano sempre più spesso. Il laziale aggancia di petto in area e calcia di controbalzo sul secondo palo, quando Gillet allunga la gamba destra e con il piede riesce a respingere il pallone. L’ottimo posizionamento aiuta il numero uno rossoblu, altresì reattivo e coordinato nella parata. Anche pochi minuti dopo richiude la porta a Mauri, questa volta andando a deviare in corner con un tuffo basso alla sua sinistra una rovesciata del biancoceleste. Sfortunato nell’autogol di Rubin completa la partita tenendo le redini della difesa e  respingendo gli attacchi della Lazio. Il Bologna, una delle rivelazioni della stagione, ha trovato un portiere completo a difenderla. Qualche tifoso ad agosto storceva il naso parlando del belga che, partita dopo partita, ha fatto ricredere anche i più scettici.

 

Peccato che la Juventus nel post partita di Genova sia andata in silenzio stampa, perchè sarebbe stato curioso sentire spiegare come Gianluigi Buffon abbia potuto fare una parata del genere come quella in avvio di match su Palacio. Soprattutto per quell’intervento (ma non solo) merita il secondo posto nella classifica. Pronti via e dopo pochissimi minuti il portiere bianconero è subito protagonista. Palacio riceve palla da dietro e prova una specie di pallonetto che sembra scavalcare Buffon che invece si alza in volo toccando il pallone. La velocità con cui si svolge l’azione è molto alta e il gesto tecnico lo si può gustare meglio nei replay. L’attaccante genoano alza il pallone ma il numero uno riesce a parare in un modo unico. Non tocca il pallone sopra la traversa ma, con la mano aperta riesce perfino a smorzarlo e recuperarlo una volta tornato in piedi. Questa parata in avvio sveglia la Juventus che però non riesce a trovare la via del goal, anche se lo meriterebbe. Buffon è per l’ennesima volta l’arma in più dei bianconeri, ancora imbattuti.

 

È praticamente abbonato a “Soli contro tutti” il leccese Massimiliano Benassi che riesce a rendersi protagonista anche nelle sconfitte più nette, come Milan-Lecce finita 2-0. Il terzo posto lo guadagna limitando i danni, togliendosi qualche soddisfazione in uno stadio importante come San Siro. In quattro occasioni ferma i formidabili attacchi rossoneri: inizia su Emmanuelson, poi Abate per respingere ancora l’olandese. Prosegue parando un destro di El Shaarawy e chiudendo sui piedi di Ibrahimovic concludendo un pomeriggio ricco di lavoro. Subisce due goal senza colpe e conferma l’ottima stagione. La possibile salvezza del Lecce (fino a qualche settimana fa impensabile) passa anche dalle sue mani.

 

 

I peggiori:

 

Per la seconda volta in stagione il Napoli fa sei goal in casa e questa volta il portiere sacrificale è Michael Agazzi. Anche se non ha gravissime responsabilità in nessun goal ha sulla coscienza un tuffo forse non troppo convinto in occasione del primo goal di Hamsik. Si vede costretto a cedere per sei volte e non ha grandi possibilità di prendersi soddisfazioni. Ora dovrà essere bravo a tenere il buon rendimento anche nel finale di stagione che rischia di rivelarsi più complicato del previsto.

 

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Antonello Olivari – Twitter @anto_olivari

 

 

 

 

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