Copa America: oggi tocca a Brasile e Colombia

Pra frente Brasil”, “Avanti Brasile”, diceva la canzone scritta dai Coral de Joab in occasione del Mondiali del 1970, anno in cui vigeva la dittatura militare di Emilio Gararstazu Medici, il più spietato e recessivo dei governatori del Brasile moderno.

Fonte: Rafael Acorsi (Flickr.com)
Fonte: Rafael Acorsi (Flickr.com)

La situazione del Brasile di oggi è (per fortuna) differente rispetto a 45 anni fa ma la delusione del Mondiale casalingo a seguito dei tanti soldi pubblici spesi per l’organizzazione di tale evento ha lasciato tanto, troppo malcontento in giro per la nazione. Per riportare l’allegria nel paese del Samba serve una grande nazionale che riscatti immediatamente la figuraccia casalina di un anno fa e torni a comportarsi da Brasile.

La Seleção di Dunga arriva però con una rosa sulla carta abbastanza sotto agli standard storici della pentacampeão, a cui si è aggiunto l’infortunio di Danilo, prossima stella del Real Madrid, a poche ore dalla partenza per il Cile.

La squadra è comunque rinnovata rispetto a un anno fa e tra le novità spiccano i nomi di tanti giovani: Coutinho è quello che ha convinto di più nelle amichevoli pre Copa America mentre Fred (esterno dello Shaktar da non confondere con il criticatissimo bomber del Fluminense) potrebbe essere una piacevole sorpresa. La squadra pende ovviamente dalle magie di Neymar, aggregatosi all’ultimo ai compagni a causa della finale di Champions che lo ha tenuto impegnato con il suo club fino al 6 di giugno: la stella del Barça ancora rimpiange la sua assenza nella partita contro la Germania e può fruttare questa Copa America per rilanciare l suo Brasile e provare a sfidare il grande amico Leo Messi.

Un Brasile “molto alla brasiliana” quello che vedremo in campo stasera contro il Perù e per il resto della Copa: 4-2-2-2 il modulo base dove Dunga dovrà scegliere chi tra Diego Tardelli e Roberto Firmino dovrà ereditare da Fred il ruolo di centravanti.

Dall’altra parte c’è il Perù del Tigre Gareca, squadra molto attempata e con pochissime novità rispetto all’edizione argentina della Copa. Il principale punto di forza della blanquirroja dovrebbe essere proprio l’allenatore che con i club sudamericani ha vinto tutto (o quasi) ma in Brasile al timone del Palmeiras ha fallito la missione.

Prima dell’esordio del Brasile toccherà alla Colombia di Pekerman, impegnata in un esordio complicato contro i vicini di casa del Venezuela. Alla Cafetera si chiede una gara inaugurale di livello per lanciare il messaggio ad Argentina, Cile e Brasile che per la vittoria finale ci sono anche loro. Tanti dubbi soprattutto in attacco per una nazionale che si presenta in Cile con ben 8 uomini convocati per il reparto avanzato e tante perplessità in difesa dove si chiede un grande sforzo a Murillo. Dall’altra parte il Venezuela si affida al suo calcio pragmatico per tentare quantomeno di costruirsi un bottino per passare come terza: la Vinotinto nell’ultima edizione ha dimostrato di non essere una squadra da buttare ma l’impressione è che la partita vera sia quella contro il Perù di venerdì prossimo dove ci saranno punti davvero pesanti in palio.

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