Il Pagellone di fine anno della Nazionale: i voti del 2012 dell’Italia di Prandelli vice-campione d’Europa

Il 2012 è stato un anno fondamentale per l’Italia di Cesare Prandelli. Dopo il tracollo sudafricano, il gruppo azzurro, mutato e solidificatosi nel giro di due anni, è stato chiamato ad una prova importante, il vero esame di maturità per il ct incaricatosi di risollevare la Nazionale dopo il Lippi-bis: gli Europei in Polonia ed Ucraina. L’Italia ha raggiunto un traguardo pregevole nella competizione continentale, ma ha forgiato e limato la propria identità anche prima e dopo la rassegna internazionale. Sulla falsa riga dell’anno scorso (clicca qui per leggere), e dopo il Pagellone dell’Europeo (clicca qui per leggere) analizziamo dunque i singoli elementi della squadra azzurra, oggi fregiata del titolo di vice-campione d’Europa.

Fonte immagine: Илья Хохлов, Football.ua
DIFESA
Basandosi come quasi da tradizione sul gruppo Juve, Prandelli ha finito con l’assimilare anche i cambiamenti della formazione di Conte, ed è passato più volte dalla difesa a 4 a quella a 3, per poi tornare nuovamente allo schieramento originale. I membri della retroguardia, nonostante esperimenti vari, sono rimasti alla fine i soliti noti, ma con qualche miglioria rispetto al passato.
 
Buffon 7: Dopo la vittoria dello scudetto con la Juventus, la Nazionale sperava di trovare un Buffon pimpante anche agli Europei, e così è stato. Prima della partenza per la Polonia, il numero 1 azzurro non aveva avuto modo di brillare, perdendo l’amichevole di Febbraio contro gli USA e partecipando alla disfatta contro la Russia che aveva messo in allarme Prandelli e tutto il Paese per gli Europei. In seguito, però, Buffon si è caricato sulle spalle il gruppo da vero capitano, ha animato i compagni e ha interpretato la manifestazione nel migliore dei modi. Gigi si presenta in Polonia ed Ucraina come uno dei pochi campioni del mondo ancora presenti in rosa, consapevole del fatto che rispetto al 2008 ci siano paradossalmente più chance di vincere, grazie ad una rosa dall’ossatura nuova, diversa, ma qualitativamente più elevata. Indimenticabile la prestazione fornita ai quarti di finale contro l’Inghilterra, anche grazie a quel rigore parato ad Ashley Cole. Il 1° Luglio, a Kiev, sa che può pareggiare i conti con Casillas in termini di vittorie con la Nazionale, ma soprattutto rivivere un’atmosfera che pensava rimasta imprigionata all’Olympiastadion. Stavolta il destino è stato più grande di lui, e l’ha travolto con 4 goal. Ma il tempo di scrivere la storia c’è ancora. Se in Brasile Buffon sarà lo stesso del 2012, l’Italia potrà riavvicinarsi di nuovo a Berlino.
Chiellini 6: La colonna bianconera si è sacrificata molto per la Nazionale, anche quando il fisico cercava di impedirglielo. Nel corso degli Europei Chiellini si è fatto sentire addirittura in tre posizioni, fungendo da centrale nella difesa a 3 e poi in quella a 4, ricoprendo infine il ruolo di terzino sinistro, come contro la Germania, ma anche come in quella maledetta sera con la Spagna nella quale non sarebbe mai dovuto scendere in campo. Nella mente di “Chiello” sono rimaste scolpite per molto tempo le immagini del goal di Mandzukic contro la Croazia e della rete di David Silva in finale, due occasioni in cui non era stato esente da responsabilità. Tuttavia, il difensore non si è mai perso, e si è riproposto con vivacità per le qualificazioni ai Mondiali. L’Europeo è alle spalle.
Fonte immagine: Илья Хохлов, Football.ua
Barzagli 7-: Autore di un buonissimo Europeo, il difensore juventino, probabilmente miglior centrale italiano dell’anno, ha dato il meglio di sé proprio in Polonia ed Ucraina, entrando in scena a partire dall’ultima partita del girone contro l’Irlanda del Trap. Nei mesi precedenti Barzagli non era stato impeccabile in azzurro: contro gli Stati Uniti, soprattutto, fu protagonista dell’azione che portò al goal sconfitta dell’Italia. Dopo Euro 2012, col rischio di non essere più considerato da Prandelli per mere questioni anagrafiche, è riuscito a tenersi stretto l’azzurro, avviando il cammino dell’Italia verso il Brasile. Dopo aver perso i Mondiali in Sudafrica, è cominciata una nuova giovinezza per Barzagli.
Bonucci 6+: I più grandi interrogativi azzurri, soprattutto prima degli Europei, riguardavano l’ex Bari, più volte avvezzo a svarioni e peccati di leggerezza non irrilevanti. In Polonia ed Ucraina, però, Bonucci si è come trasformato, giocando con scioltezza e finanche con autorità, contribuendo non poco a mantenere salda la retroguardia azzurra, sino alla finale persa brutalmente con la Spagna e segnata anche dalle sue lacrime. Dopo la bella esperienza, tuttavia, si sono intraviste nuovamente delle defezioni. Prandelli ha sempre apprezzato anche la sua capacità di catalizzare il gioco da dietro, ma già nel 2011 lo defenestrò in due frangenti perchè non convinto pienamente dello juventino. Con la concorrenza sempre più accanita tra i centrali, Bonucci farebbe bene a guardarsi le spalle.
Ogbonna 6: Dopo il breve esordio contro la Polonia nel Novembre del 2011, la piccola stella del Torino ha potuto sentire veramente sua la Nazionale a partire dall’amichevole contro gli Stati Uniti, durante la quale si schierò sia da centrale sia da terzino mancino. Durante gli Europei è stato costretto mestamente alla panchina, ma già dall’amichevole di Agosto contro l’Inghilterra è tornato a dire la sua, risultando tra i migliori in campo e confermandosi definitivamente nel gruppo di Prandelli. All’Angelo granata sono spuntate due ali azzurre.
Balzaretti 6,5: Prima dell’Europeo il suo destino azzurro sembra un’incognita. Poi, il caso Criscito lo spedisce direttamente in Polonia ed Ucraina, dove inizia a padroneggiare la fascia sinistra, prima occupata da Giaccherini, in occasione del match con l’Irlanda. Poca spinta, ma grande fermezza da parte dell’ex Palermo, che nella semifinale contro la Germania, date le condizioni precarie di Abate e la squalifica di Maggio, è riuscito ad esaltare anche sull’out di destra, giocando prevalentemente sulla difensiva, ma con uno spirito di sacrificio ammirevole. La finale contro la Spagna è sciagurata anche per lui: subentrato a Chiellini, rimane in campo anche da infortunato, configurandosi ad uno dei tanti emblemi del crollo azzurro. Alti e bassi nelle partite successive.
Peluso 6: Poche vetrine per l’esterno atalantino. Contro l’Inghilterra, ad Agosto, è il suo esordio assoluto in una rappresentativa nazionale, non avendo mai giocato nelle giovanili, ma si fa trovare pronto, vincendo l’emozione e sfiorando addirittura il goal. Confortato anche dalle egregie prestazioni fornite a Bergamo, Prandelli pensa di aver trovato un elemento interessante sulla fascia mancina, ma le uscite successive di Peluso sono tutt’altro che soddisfacenti. Il difensore trova il goal nella partita contro Malta, ma non basta per restare in azzurro. Il ct richiama quindi Criscito, ma nell’amichevole di Novembre contro la Francia, vista l’indisponibilità del napoletano, il destino vuole regalare un’altra possibilità a Peluso, che però non ottiene più di una semplice convocazione.
Maggio 5: Titolare, o no? Il numero 11 del Napoli era finito inspiegabilmente fuori dal giro azzurro dopo il Mondiale, ma nel 2011 è ritornato in pianta stabile nel gruppo, per poi conoscere un calo non indifferente alla vigilia degli Europei, al termine di una stagione estenuante per il Napoli impegnato anche in Champions. Prandelli si è sempre aspettato molto da Maggio, ma il terzino destro, a malincuore, non è mai riuscito a ripagarlo nel 2012. Memorabile è la disfatta con la Russia, nella quale Maggio concesse da solo due goal agli ex sovietici. All’Europeo, tuttavia, il ct aveva deciso di farlo partire comunque da titolare, ma dopo le prime due partite con Spagna e Croazia Maggio si è rivisto solo nei tempi supplementari con l’Inghilterra, procurandosi l’ammonizione che gli avrebbe fatto saltare la Germania. In finale Abate, benchè non al meglio, gli passa davanti; sembrerebbe una bocciatura, eppure Maggio viene riproposto comunque nelle qualificazioni per i Mondiali, stavolta parallelamente ad un periodo negativo anche nel Napoli. La storia azzurra di Maggio rischia di terminare ancora prima di cominciare.
Abate 6+: Prandelli aveva premiato il milanista già alla fine del 2011, con la prima convocazione, trovando una nuova soluzione che gli permettesse di eliminare Cassani a destra. Dopo uno scorcio di gara con gli USA, Abate si ritrova catapultato agli Europei col compito di rilevare Maggio dalla terza partita in poi, divenendo praticamente titolare in difesa ed apparendo sin da subito più scafato del collega. Contro l’Inghilterra si spende in maniera ecomiabile, tanto da dover rinunciare poi alla semifinale, mentre contro la Spagna, a Kiev, è costretto ad esserci per una serie di circostanze. Dopo l’Europeo gioca solo contro l’Inghilterra in amichevole e con la Danimarca ad Ottobre, ma, complice l’inizio di stagione poco redditizio, non lascia il segno.
 
Altri convocati: Oltre ai portieri Sirigu e De Sanctis (non molto convincenti nelle due presenze concesse a ciascuno, condite da 4 goal subiti per il francese e 3 per il partenopeo) e a Viviano, Consigli e Perin, mai schierati, la retroguardia azzurra è stata popolata da altri personaggi. Tra tutti spiccano sicuramente Astori e Criscito: il primo, riserva delle riserve, è stato tenuto sulle spine fino all’ultimo in quanto lì lì per partecipare agli Europei al posto di Barzagli, ma quando è sceso in campo ad Agosto contro l’Inghilterra ha contribuito a far fare bella figura ad Ogbonna; il terzino dello Zenit, invece, ha strappato solo due gettoni contro Stati Uniti ed Armenia, saltando gli Europei per le note questioni giudiziarie e l’amichevole con la Francia per problemi fisici. Cassani è stato richiamato a Settembre solo per l’assenza di Abate, per poi essere scavalcato dal redivivo Santon che ha sostituito il milanista a Novembre. Ancora prima era stato convocato De Sciglio: il giovane classe ’92 non ha esordito, ma dato l’attuale momento opaco di Abate, non è escluso che entri nel gruppo dopo gli Europei Under 21. Ranocchia non ha mai giocato, così come Acerbi e Gastaldello, mentre Bocchetti, che figurava tra i pre-convocati per Polonia ed Ucraina, ha calcato solo i campetti di Coverciano.
 
CENTROCAMPO
La concezione “prandelliana” del centrocampo non è cambiata molto negli ultimi tempi: il tecnico di Orzinuovi ha sempre optato per uno schieramento a 3 con la presenza aggiuntiva di uno pseudo-trequartista che divenisse il collante tra mediana e reparto avanzato. All’inizio degli Europei, Prandelli aveva concesso agli esterni maggiore licenza di spinta nel centrocampo a 5, ma l’esperimento è durato poco e non ha portato grandi frutti.
 
Marchisio 5,5: Il “principino” bianconero non è risultato travolgente come nella Juve, ma è sempre stato presente nello scacchiere azzurro, saltando solo l’amichevole di Agosto per via dell’impegno in Supercoppa. In Nazionale ha funzionato a sprazzi; sono spesso mancati i suoi proverbiali inserimenti e nella fattispecie, all’Europeo, un po’ di lucidità. Non sono state poche le partite in cui è finito con lo sparire. In ogni caso, il posto di titolare non glielo toglie nessuno, se non altro per le buone prove in campionato.
Fonte immagine: Илья Хохлов, Football.ua
Pirlo 8: L’unica superstar azzurra riconosciuta a livello internazionale è il regista bianconero. Costantemente nel vivo e nel cuore del gioco, l’uomo dal sorriso inafferabile ha quasi sempre animato la manovra, prodigandosi anche in fase di interdizione. Prima, durante e dopo gli Europei, dove ad ogni lampo erano applausi scroscianti, Pirlo è sempre stato indispensabile, e quando è mancato l’Italia non ha potuto evitare di arrancare; tuttavia, anche lui ha dovuto conoscere alti e bassi. In Polonia ed Ucraina, comunque, è stato grande protagonista. Purtroppo, verrà ricordato solo per quel “cucchiaio”…
De Rossi 8: Un’annata azzurra indimenticabile per il “Capitan Futuro” della Roma, forse seconda solo al 2006, non fosse che per un Mondiale vinto, anche se non da protagonista, a 23 anni. Punto di riferimento assoluto nel centrocampo di Prandelli, De Rossi ha rasentato la perfezione persino nel ruolo di difensore centrale all’esordio degli Europei a Danzica, contro i campioni della Spagna, e contro la Croazia, facendo di necessità virtù. Contro l’Inghilterra avrebbe meritato il goal, poi arrivato nell’amichevole di Agosto, mentre di fronte alla Germania ha risposto “presente” nonostante qualche acciacco. L’idillio è continuato nei mesi successivi: dopo la rete ai “Leoni”, De Rossi ha segnato anche ad Armenia e Danimarca nelle qualificazioni mondiali. In Nazionale non è mai risultato sgradevole, nonostante i periodi non sempre felici alla Roma, ma anche nel 2012 è diventato la vittima principale dell’ormai famoso codice etico di Prandelli.
Thiago Motta 3: Una zavorra. “Paragonando allegoricamente l’Europeo ad un film di Star Wars, lui si configurerebbe a mani basse al lato oscuro della forza” (autocitazione). Non è mai stato di aiuto in mezzo al campo ed è sempre apparso di una lentezza disarmante, ma tant’è, Prandelli ha insistito pervicacemente su di lui. L’unica azione degna di nota, quella del colpo di testa nel primo confronto con la Spagna, quando è arrivato a sfiorare il goal immeritato. Dopo l’infausta finale degli Europei è arrivato a perdere direttamente la Nazionale. La partita migliore? Sicuramente quella contro l’Inghilterra: 0 minuti sul campo.
Montolivo 6+: Il centrocampista rossonero ha sempre sofferto di un problema atavico in Nazionale, quello di una collocazione atipica. Tuttavia, l’ex Fiorentina non ha propriamente sfigurato, disputando un buon Europeo macchiato solo dal rigore sbagliato contro l’Inghilterra. Da sottolineare, però, la stroncatura a sorpresa da parte di Prandelli, che cambiando all’improvviso modulo agli Europei, lo fece inizialmente fuori dalla formazione titolare. Nelle qualificazioni mondiali Montolivo è tornato ad essere nuovamente fondamentale per il ct, trovando inoltre il secondo goal in azzurro contro la Danimarca.
Giaccherini 5-: Il più grande mistero azzurro del 2012. Prandelli lo chiama a sorpresa a ridosso degli Europei, inquadrandolo come gregrario di lusso, e lo fa debuttare a livello internazionale direttamente contro i campioni d’Europa e del mondo. Da bravo soldatino, “Giak” non è però mai riuscito a superare i propri limiti, portando il ct ad accantonarlo dopo sole due partite, nelle quali non si era troppo ben distinto giocando da terzino e soffrendo enormemente in fase difensiva (vedere soprattutto il goal di Fabregas a Danzica). Dopo la rassegna estiva, viene nuovamente convocato, sempre per la solita storiella della polivalenza tattica, e ha il merito di servire ad Osvaldo l’assist del secondo goal contro la Bulgaria. Contro la Francia, in amichevole, per poco non trova addirittura il goal. In ogni caso, privato della continuità nel club, difficilmente lo vedremo ancora con le quattro stelline sul petto.
Nocerino 6-: Prima e durante gli Europei non trova molto spazio, ma in Polonia ed Ucraina si fa sempre notare nell’esiguo minutaggio concessogli. Con l’inizio della nuova stagione, tuttavia, ha finito con l’essere risucchiato dalla crisi del Milan e si è allontanato dalla Nazionale dopo le prestazioni fiacche contro l’Inghilterra, in amichevole, e contro Malta. Tornerà?
 
Altri convocati: Un ulteriore centrocampista importante del 2012 azzurro è stato sicuramente Marco Verratti, premiato prima con la pre-convocazione per gli Europei e poi utilizzato due volte da Agosto in poi, consacrandosi nell’amichevole contro la Francia e conquistando la nomea di “vice-Pirlo”. Poco da dire su Cigarini, un semplice nome sulla lista di Prandelli, e su Schelotto, anch’egli pre-convocato ed impiegato solo contro l’Inghilterra in amichevole, nello stesso match che ha visto l’esordio di Poli, mai considerato seriamente, ed il ritorno di Aquilani, intercettato dopo essere stato escluso da Euro 2012 prima di cadere nuovamente nell’anonimato. La strada azzurra è invece meno sdrucciolevole per Florenzi: pochi minuti con la Francia, ma piace molto al ct. Candreva, infine, è tornato in Nazionale dopo quasi 3 anni, ma non ha avuto modo di esplodere contro l’Armenia, la Danimarca e la Francia.
 
ATTACCO
I terminali offensivi dell’Italia sono stati diversi, ma alcuni si sono persi per strada. La precarietà di attaccanti validi ed in forma a Maggio ha portato Prandelli a presentarsi agli Europei senza una prima punta propriamente detta. Solo più tardi il mister avrebbe sentito nuovamente il bisogno di un bomber di peso.
 
Cassano 6+: Figlio rinnegato. Checchè se ne dica, lui il suo all’Europeo l’ha fatto. Durante l’amichevole con la Russia aveva anzitempo provato ad affinare l’intesa con Balotelli, col quale, nonostante i tormentoni vari, aveva giocato assieme soltanto una volta. In Polonia ed Ucraina Prandelli ha pensato poi di sfruttarlo al massimo, facendogli giocare poco più di un tempo a partita nella speranza di farlo esprimere al meglio, per poi relegarlo puntualmente alla panchina. Fantantonio, in ogni caso, è stato in grado di giocare da titolare tutte e 6 le gare del torneo, trovando anche un goal importante nel “dentro o fuori” contro l’Irlanda. La Nazionale gli si presenta ora come l’obiettivo di una nuova rincorsa. L’ennesima per il talento di Bari Vecchia, che non ha mai giocato un Mondiale.
Diamanti 7: Convocato ed utilizzato una sola volta nel Novembre 2010, viene riesumato poco prima della partenza per la Polonia, dove diventa la più bella sorpresa azzurra. Diamanti ha dalla sua l’estro e l’inventiva, con cui tende a far trasecolare ed a sciorinare continuamente gioco. Agli Europei debutta contro l’Irlanda, facendosi già notare, ma da il meglio di sé contro l’Inghilterra. Peccato non averlo potuto vedere nella finale contro la Spagna, condizionata da due cambi obbligati di Prandelli. Dopo gli Europei, Diamanti è rimasto nel gruppo e ha disputato da titolare l’amichevole con l’Inghilterra, risultando il migliore in campo. Un po’ in affanno contro Bulgaria e Malta, non viene schierato contro Armenia e Danimarca, ma a Novembre, con la Francia, sembra essere tornato quello dell’Europeo.
Giovinco 5+: Formica anonima, più che atomica. Prima degli Europei non brilla, in Polonia ed Ucraina trova pochissimo spazio, concedendosi comunque a qualche spunto interessante, ma nelle qualificazioni mondiali torna ad essere acerbo, come è spesso anche nella Juve. Se qualche altro attaccante dovesse esplodere da qui a breve, non sarebbe esclusa la sua uscita dal giro.
Di Natale 6,5: La convocazione per gli Europei appare automatica dopo l’ottima stagione con l’Udinese, ma ha anche il gusto di un premio alla carriera. Tornato in azzurro nell’amichevole con la Russia, dopo due anni di assenza dal dì della disfatta sudafricana, Di Natale ha ricambiato subito Prandelli sbloccando il risultato nella prima partita con la Spagna, che subì da Totò l’unico goal di tutto il torneo. Nelle partite a venire, tuttavia, il ct l’ha messo da parte a favore dei suoi veri pupilli, selezionandolo da titolare solo contro l’Irlanda, nonostante Di Natale avesse dimostrato di essere l’unico in grado di cercare veramente la profondità. Uno come lui avrebbe meritato un titolo in bacheca, ma stavolta il destino, anche se beffardo, si era accanito meno del solito, offrendogli la finale di Kiev. Dopo l’Europeo si è conclusa così l’affascinante missione azzurra del bomber italiano, che forse, sotto sotto, cova il desiderio di provare il Pagode, tipico ballo brasiliano, adatto a chi sa usare bene le gambe come lui.
Fonte immagine: Илья Хохлов, Football.ua
Balotelli 7,5: Potrà anche sembrare svogliato ed impertinente, ma l’impegno in Nazionale non è mancato. Dopo un’esibizione discreta contro la Russia, agli Europei appare inizialmente nervoso, ma si rivela pericoloso in qualsiasi momento del match, soprattutto dalla distanza. Il goal in rovesciata con l’Irlanda sa di rivincita per lui, ma è solo il preludio al successo ottenuto contro la Germania, preceduto dal lodevole impegno tattico palesato contro l’Inghilterra. Dopo gli Europei rivede la Nazionale solo ad Ottobre: Prandelli sembra dargli un ultimatum per via del comportamento non sempre esemplare, ma Supermario gli risponde con un goal contro la Danimarca e con un’altra prestazione pregevole contro la Francia. Che piaccia o meno, Balotelli serve come il pane a questa Italia, e la maglia azzurra gli dona sempre a pennello.
Osvaldo 7-: Dopo gli Europei Prandelli torna a volere una prima punta di peso, ed il miglior attaccante in tal senso, in quel momento, è Osvaldo. Tornato in Nazionale dopo quasi un anno, l’oriundo regala al ct 3 goal ed un’espulsione in 4 partite, ma le prestazioni non sono sempre esaltanti e talvolta Osvaldo sembra estraniarsi dalla manovra, come nei match contro Malta ed Armenia. La Roma può aiutarlo a confermarsi in azzurro, ma la sua presenza alla Confederations Cup ed ai Mondiali non è così scontata.
Destro 6+: E’ tra i pre-convocati per l’Europeo, ma rimane a casa. Prandelli ha quindi modo di testarlo nell’amichevole estiva contro l’Inghilterra, dove si fa ben notare per l’interpretazione tattica del match, attaccando sapientemente gli spazi. Il primo goal arriva a Settembre contro un avversario modesto come Malta. Nelle restanti apparizioni, però, è sembrato abbastanza discontinuo, sbagliando non poco. Il ct lo tiene tuttavia in forte considerazione poichè vede in lui un perfetto vice-Balotelli.
El Shaarawy 7-: Il “Faraone” trova l’azzurro che conta ad Agosto, contro l’Inghilterra, quando approfittando dell’assenza di napoletani e juventini impegnati in Supercoppa, Prandelli getta nella mischia tanti giovani. La cresta del ragazzo appare però un po’ spuntata, ed il rossonero viene rispedito così in Under 21. Lo strepitoso avvio di stagione, durante il quale si ritrova col compito di risollevare il Milan privato di Ibrahimovic, gli vale il ritorno alla Nazionale maggiore contro l’Armenia, quando per un soffio non realizza il primo goal in azzurro. E’ solo questione di tempo: oltre che in campionato ed in Champions, El Shaarawy è destinato a lasciare la firma anche con l’Italia a quattro stelline, e vi riesce aprendo le marcature nell’amichevole contro la Francia. Di questo passo, può ambire persino ad una maglia da titolare.
 
Altri convocati: Elementi come Matri e Pazzini non sono più contemplati nei piani di Prandelli: il primo ha giocato solo contro gli USA per poi essere scaricato, mentre il secondo, che aveva fatto bene nelle qualificazioni, ha perso gli Europei per colpa di un rendimento troppo fievole, e strappando la seconda presenza dell’anno solo a Settembre, semplicemente per mezzo di una tripletta fortunata contro il Bologna in campionato. Anche Gilardino ha capito l’antifona, dopo la convocazione di Ottobre. Fabbrini e Gabbiadini sono stati due degli esperimenti attuati nell’amichevole con l’Inghilterra, mentre Insigne è stato promosso temporaneamente a Settembre per saggiare le notevoli capacità del talento “made in Naples”, con risultati tra l’altro positivi. Per il momento, infine, rimandato Borini: al debutto contro gli Stati Uniti e conservato in panchina per tutti gli Europei, viene convocato per Bulgaria e Malta, ma a causa di una frattura al piede torna a casa, senza avere più possibilità di abbracciare l’azzurro.
 
Fonte immagine: Илья Хохлов, Football.ua
Allenatore Prandelli 7-: Il lavoro svolto nel 2012 dal ct è stato certosino e faticoso. Prandelli ha cercato di trasformare l’Italia in una big per potersi giocare gli Europei a testa alta, riuscendo nell’impresa. Qualche pallino di troppo, però, gli è costato la finale, nonchè qualche titolo di giornale un po’ tendenzioso. Dopo l’avventura in Polonia ed Ucraina, comunque, Prandelli non si è scoraggiato e ha ripreso ad edificare, scoperchiando nei suoi progetti una moltitudine di nuove leve, superiore a quella del passato; non sono mancate però piccole critiche sulle convocazioni: da evidenziare ad esempio la curiosa scelta di Giaccherini e le chiamate mai arrivate per Paolo Cannavaro, Lodi e Quagliarella. Il gruppo, ad ogni buon conto, è abbastanza coeso, ma è ben lungi dal ricordare quello iridato del 2006. Sarà curioso vedere come si comporterà l’Italia in una vetrina ambigua come la Confederations Cup.

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