Fiorentina, Borja Valero: “Da grande vorrei studiare, viaggiare e fare cose fuori dal calcio”

Iglesias Borja Valero, classe ’85, spagnolo, ex centrocampista del Villareal, attualmente perno del centrocampo della Fiorentina, ha rilasciato delle dichiarazioni al settimanale SPORT WEEK, molto interessanti e che esulano un po’ dal calcio. Il giocatore si mostra ragazzo di cultura e con idee chiare che sa parlare, dote non sempre nel pedigree dei calciatori, specie negli ultmi tempi. L’articolo di Sport Week si intitola “Il calciatore è un animale (politico)”.

Fonte immagine: Violachannel.tv

”Tutti mi chiedono sempre del calcio, del campionato e del mio ruolo, anche chi mi conosce da tempo. Mi piacerebbe parlare di viaggi, gente, politica. Chi è nelle nostre condizioni di popolarità può aprire gli occhi a chi è più distratto o fa finta di non vedere. Ora vedo una Spagna in grande crisi”.

Destra o sinistra? “Sono disincantanto, dopo 8 anni di alternanza al potere in cui tutti hanno fatto male. Hanno creduto che bastasse costruire palazzi. E’ vero che la crisi è colpa delle banche, ma gli spagnoli hanno sperperato tutti i loro risparmi fatti durante il boom economico”.

La politica italiana? “Non l’ho capita ancora, ma mi incuriosirebbe conoscere Berlusconi, ne parlano tutti con giudizi contrapposti. I vostri politici somigliano ai nostri, ma in Spagna chi perde scompare, qui no”.

Twitter?  “L’ho scoperto grazie ad Arbeloa, ma lo uso poco per il calcio”.

La sua migliore vacanza? “A New York lo scorso Natale. In Toscana ho visto da poco San Gimignano, quando ho un paio di giorni liberi porto la famiglia a Siena, Milano, Roma. Meglio una passeggiata che un museo, non sono turista da cartina, meglio girare”.

La vera pronuncia del suo nome? “Nello spogliatoio molti storpiano il mio nome, Borgia, Borca, Borca… una volta al bar ho chiesto un cappuccino e il barista mi ha scritto sopra il nome con la schiuma: Borca. E’ stato divertente. Non è facile abituarsi al calcio italiano, ma la Fiorentina con Montella è una squadra di qualità che gioca alla spagnola. Mi ha stupito Pizarro, giocare con lui è un godimento”.

Il Real Madrid ? “Ho imparato ad essere prima uomo che giocatore, ma non so se adesso la loro filosofia sia questa. E’ difficile esplodere lì, ti chiedono subito di vincere, io forse non ero abbastanza tecnico o maturo”.

La Nazionale? “Senza tanta concorrenza forse sarebbe più facile essere convocati”.

Un sogno? “Un giorno da Obama. Da grande vorrei studiare, viaggiare e fare cose fuori dal calcio”.

 

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