Napoli-Inter 2-2, comanda il fattore H: Hamsik, Higuain, Harakiri. Le pagelle degli azzurri

Il Napoli si fa beffare dall’Inter, ancora una volta. Dopo il 2-2 dell’andata, lo stesso risultato viene bissato al San Paolo, grazie ad una nuova rimonta nerazzurra. Alle reti di Hamsik ed Higuain, gli ospiti rispondono con Palacio ed Icardi (rigore). La compagine di Benitez non approfitta del passo falso della Roma (pareggio esterno contro il Chievo ndr). Ecco le pagelle degli azzurri.

Fonte: www.foto-calcio-napoli.it - Danilo Rossetti
Fonte: www.foto-calcio-napoli.it – Danilo Rossetti

PAGELLE NAPOLI

Andujar voto 6: L’estremo difensore ancora una volta non ha colpe. Subisce un goal su rigore ed un altro in cui non ha demeriti. Il solito carattere e la solita autorità nelle uscite. Dà sempre ragione a Benitez che ha puntato su di lui.

Henrique 5: La media tra il 6.5 della prima parte ed il 4.5 del blackout finale. Prima firma l’assist per Hamsik e presiede la fascia con ordine e diligenza. Poi fa harakiri marcando male Santon e macchiandosi del fallo che regala il rigore di Icardi con conseguente espulsione per doppia ammonizione (entrambi i gialli maturati ingenuamente). Disattento.

Koulibaly 6: Gli ultimi, folli, venti minuti finali vanificando un possibile 7 in pagella. Disputa 70′ di grande personalità, utilizzando il proprio strapotere fisico: non a caso spesso esce su Guarin per arginarlo. Poi, spegne la luce, come tutta la squadra. L’ascensore continua. Saliscendi.

Albiol 6: Meno presente rispetto al compagno di reparto, ma comunque attento nelle chiusure. Fino alla maledetta fase finale, in cui gli azzurri staccano la spina. Poco reattivo sulle azioni da cui scaturiscono le reti nerazzurre. Prova le sue classiche scorribande offensive nel finale affidandosi al cuore, ma non serve.

Strinic 5.5: Non è il mastodontico Strinic delle prime uscite, ma nemmeno il timido agnellino dei recenti match. L’ex Dnipro patisce la mobilità di Shaqiri e compagni. Diverse sbavature durante la costruzione della manovra. Almeno ha ritrovato il senso della posizione. Segnali di miglioramento verso la via del ritorno in auge.

Inler 6: Prima parte in sordina, poi cresce col passare dei minuti. Nella ripresa si intravedono sprazzi del vecchio Inler; contrasta in mediana con la “garra” di un sudamericano e partecipa attivamente alle azioni offensive azzurre. Il leone sopito torna parzialmente a ruggire. Al contrario dei compagni, grande seconda frazione per lui.

David Lopez 5: Il centrocampista dallo spiccato senso tattico, pupillo di Rafa, si è smarrito. Il buon David pare la brutta copia di sè stesso. Copre una porzione di campo ridotta, entrando poco nel vivo del gioco. Lo stiramento capitato a Gargano è una grave tegola per gli azzurri.

Callejon 6: Il Napoli davanti fa paura per 2/3 di partita. Calleti partecipa alle avvolgenti manovre offensive aggiungendo la sua qualità. In più, fa sempre il solito lavoro di copertura e, contro un Inter che lavora molto sulle fasce, serve come il pane. Prezioso. (dall’88’ Mesto: s.v.)

Hamsik 6.5 (il migliore): Marek è in crescita: è il collante delle azioni d’attacco dei padroni di casa. Secondo goal nelle ultime tre partite, di questi tempi una notizia. Peccato che non abbia la fisicità dei tempi migliori, lo dimostra qualche contrasto di troppo perso. Pare che il capitano stia tornando, ma non diciamolo troppo forte. Marekiaro is back?

Mertens 6: Primo tempo da incorniciare. La sua vivacità manda in crisi la retroguardia nerazzurra. Il Napoli davanti offre un’ora abbondante di calcio spettacolo in cui il belga è tra i protagonisti. Scompare col passare dei minuti. Altro calciatore che fornisce segnali positivi. Che l’infortunio sia un lontano ricordo? (dal 73′ De Guzman 5.5: Prova ad aiutare la squadra proteggendo la fascia con i raddoppi, ma non basta ad evitare il pari)

Higuain 6.5: Tra tanti quesiti una certezza: “El Pipita” Gonzalo Higuain. Il numero 9 azzurro è il perno su cui si fonda la fase d’attacco del Napoli. Qualche imprecisione di troppo sotto porta che non vanifica il consueto lavoro per la squadra. Sigla il raddoppio con un goal da cineteca. Peccato che le disattenzioni globali comportino al pareggio. (dall’80’ Gabbiadini: s.v.)

All. Benitez 5.5: Giudizi pieni di interrogativi che riflettono il disorientamento dei tifosi, i quali si pongono sempre la stessa domanda: qual è il vero Napoli? La compagine straripante dei primi settanta giri di lancette, o l’undici che si suicida negli ultimi venti? Una partita che lascia una certa insicurezza tra i tifosi. Spetta a Benitez dare le risposte adeguate, sperando che sia più prolisso rispetto al post Torino-Napoli. Il Napoli “dottor Jekyll” della prima parte potrebbe puntare allo scudetto, mentre gli azzurri “mister Hyde” della ripresa danno l’impressione di non poter crescere mai. Gli impegni prossimi serviranno a chiarire la reale identità della compagine partenopea.

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