Figuraccia nel Community Shield, tabloid inglesi contro Balotelli

Il giudizio più severo sulla sua prova lo ha dato il Sun: «È un poppante di due anni e mezzo che butta i giocattoli fuori dal passeggino per attirare l’attenzione». Il soggetto di questa critica? Mario Balotelli, che nella finale del Community Shield persa dal suo Manchester City contro i cugini dello United (3 a 2) ha offerto una prova incolore, salita all’onore delle cronache solo per un “testa-a-testa” con Vidic per un fallo subito a metà campo nei primi minuti di gara e per l’atteggiamente tenuto al momento della sostituzione.

Mario Balotelli - Fonte immagine: flickr.com

Che i tabloid inglesi non lo amino è cosa nota: Mario incarna il peggio della spavalderia italica e questo, oltremanica, non piace per niente. Lui presta continuamente il fianco agli attacchi dei giornalisti, che sentitamente ringraziano: recententemente ha prima detto che a Manchester sta male, e che vorrebbe tornare presto in Italia; poi ha fatto infuriare Mancini per uno sterile colpo di tacco a pochi metri dalla porta durante l’amichevole americana contro i Los Angeles Galaxy; infine, nei sedili posteriori della sua preziosa Maserati qualcuno (i tifosi, o qualche compagno?) si è divertito a mettere dei pesci marci, conditi da mosche e da un fetore inenarrabile. Questi però sono solo le ultime peripezie di “Bullotelli“, definito dall’ex capitano dei Red Devils Gary Neville, ora commentatore di Skysports, «un imbarazzo per il suo club».

Roberto Mancini lo difende: «Penso che Mario possa giocare meglio di come ha fatto nel derby, ma la cosa importante per me è che lavori per la squadra come fanno gli altri giocatori», ha detto l’ex allenatore dell’Inter, che ha più volte cercato di spegnere le critiche piovute addosso al suo pupillo. Il tecnico di Jesi sà che la pazienza dei tifosi dei Citizens sta per esaurirsi: quest’anno Balotelli deve giocare bene, mettere la testa a posto e convincere tutti che è degno di indossare quei colori. Altrimenti il biglietto aereo di sola andata per l’Italia lo aspetta, e non è detto sia destinato ad indossare la maglia di una grande squadra.

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