Moviola o non moviola? Questo è il dilemma…inutile

Moviola o non moviola? Questo è il problema. Eh sì, eccoci ad una nuovissima riproposizione della classica frase di shakesperiana memoria. Ma se per per quanto riguarda il celebre passo dell’Amleto dello scrittore inglese possiamo garantire l’enfasi esistenzial – filosofica, non è così per la ‘versione’ dedicata ad uno dei temi più caldi del mondo del calcio.
Arbitri Fonte: http://genoacfc.it/
Arbitri Fonte: http://genoacfc.it/

Sembra infatti che la questione sull‘utilizzo o meno di apparecchiature che aiuterebbero l’arbitro durante la direzione di una gara stia diventando inutile. E non perchè non sia importante, per carità, ma perchè la risposta c’è già ed è visibile agli occhi di tutti. Ogni domenica, come è comprensibile tra l’altro, c’è un errore arbitrale che fa scattare inevitabilemente le analisi moviolistiche con annesse polemiche mediatiche. Rigori non dati, offside puntualmente non fischiati (anche per centrimetri), colpi proibiti non visti, goal fantasma vari e simulazioni proverbialmente additate come falli veri e propri e chi più ne ha più ne metta: errare è umano, parafrasando i latini, come è giusto che sia, perchè gli arbitri non sono robot e non hanno la supervista dei supereroi, ma, al riguardo, si possono aiutare i poveri direttori di gara che ogni volta finiscono nell’occhio del ciclone  per una semplice svista. Come? La risposta, che suona come la scoperta dell’acqua calda, come già detto ce l’abbiamo già: l’utilizzo della moviola in campo. Con le  novità tecnologiche di ultima generazione si potrebbe aiutare l’arbitro a vedere se la palla è entrata o non entrata in porta, se il fuorigioco c’era o non c’era e via discorrendo: Peccato però che la concretizzazione di ciò rischia di rimanere un’autentica utopia. I vertici del calcio europeo e mondiale, che hanno il nome di UEFA e FIFA infatti hanno chiuso più volte la porta in faccia all’utilizzo di speciali telecamere (o altro) che farebbero da supporto agli arbitri. Qualche tempo fa Michel Platini, presidente dell’UEFA, dichiarò senza mezzi termini: “Vuol dire che ogni fuorigioco devi deciderlo con la tecnologia, come pure ogni calcio di punizione, ogni pallone uscito dal campo perché ogni volta l’arbitro può sbagliare: “Quanto dovrebbero durare, allora, le partite? Quattro o cinque ore?”. Una chiusura netta che lascia però l’amaro in bocca. Siamo sicuri sull’allungamento dei tempi delle partite in caso di utilizzo della moviola? Basta vedere negli altri sport, come il basket, il volley o il tennis dove l’utilizzo della tecnologia occupa una minima porzione temporale. Dello stesso parere di ‘Le Roi’ anche Jerome Valcke, segretario generale della FIFA, che però ha aperto all’utilizzo della tecnologia solo per i goal fantasma: “Non ci sarà autorizzazione per altri usi di video nel nostro sport. Il mondo cambierà un giorno? Il video verrà ammesso nel nostro sport? Si può sempre discutere, ma al momento il video si usa solo per le situazioni di goal fantasma.” Insomma per il momento non se ne parla. Però immaginate un calcio con un pizzico di tecnologia in più: margine di errore ridotto al minimo, niente più proteste di giocatori, allenatori e dirigenti (che ci stanno ovviamente, ma nelle dovute proporzioni), valorizzazione del gesto tecnico e del risultato della partita, niente più presunte teorie complottistiche su eventuali sistemi che indirizzano il campionato e niente più classifiche, il più delle volte stancanti e noiose, senza errori arbitrali che  fanno tutt’altro che stemperare i toni. Insomma, altro che “moviola o non moviola”: la risposta a questo interrogativo, che ormai sta diventando del tutto inutile, ce l’abbiamo già.

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Olivio Daniele Maggio

Originario di Francavilla Fontana, città dell'entroterra brindisino. Laureato in Scienze della Comunicazione e cresciuto praticamente a pane e calcio, coltiva molte aspirazioni tra cui quella di diventare giornalista professionista, ruolo che oscilla su un filo che divide il lavoro e la passione.

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