Lavezzi al veleno: “Ligue 1 poca roba. Serie A di alto livello”

Lavezzi abbandona la Ligue 1 e approda in Cina dopo numerosi anni passati ad alto livello in Europa.

Lavezzi (Fonte: PSG World Flickr.com)
Lavezzi (Fonte: PSG World Flickr.com)

Proprio con la maglia del Napoli è approdato in Italia nel 2007 arrivando dal San Lorenzo. L’argentino è esploso con gli azzurri siglando 39 reti in 156 presenze dimostrando ottima tecnica, dribbling rapido e fulminio e grande velocità di progressione. Nel 2011 viene adocchiato dal Psg e l’acquisto varrà 30 milioni di euro per De Laurentis. In Francia il suo talento sembra assopirsi fino a scomparire quasi del tutto: nonostante tutto gonfia la rete per 22 volte in 107 presenze, ma i rapporti con Blanc non decollano e nella sessione di mercato invernale, decide di accettare l’offerta dell’Hebei China Fortune.

Lavezzi firmerà per un contratto biennale di 15 milioni l’anno. Felice per i soldi e per l’inizio della nuova avventura, intervistato da L’Equipe, coglie l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa dando le sue impressioni sulla Ligue 1 e santificando la Serie A, spesso bistrattata all’estero. Ecco le sue dichiarazioni: “Non me lo sarei mai aspettato di giocare in Cina. Credevo di rimanere in Europa, poi però ho scelto l’Asia. Il calcio mi dà una grande possibilità di aiutare la mia famiglia ed è per questo che posso ammettere che, il primo aspetto che ho preso in esame quando è arrivata la proposta dell’Hebei, è stato quello finanziario. Saranno due anni della mia vita in cui vivrà una nuova esperienza e che comunque passeranno velocemente. La mia avventura al PSG? E’ stata buona, ma non quanto speravo. Non sono mai riuscito a dare tutto quello che potevo. La Ligue 1 non mi è piaciuta e non ho trovato le giuste motivazioni. Questa è la verità, non una scusa. Se ho rimpianto Napoli? In Italia la situazione è completamente diversa. Ci sono almeno otto big match ogni anno, in Francia sono due. Questa è la differenza più grande”.

Campionato italiano più equilibrato e di alta qualità, parole che fanno bene al nostro calcio, spesso messo all’angolo dai grandi palcoscenici europei.

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