Esclusiva-Tavelli: “No alla Nazionale per chi non gioca in Europa”

Fabio Tavelli, giornalista e volto noto di Sky Sport, ha parlato ai microfoni di Soccermagazine affrontando diversi argomenti relativi alla Serie A

Fabio Tavelli è un giornalista e volto noto di Sky Sport. Ha inaugurato, assieme a Roberta Noè, il canale Sky Sport 24 il 30 agosto 2008. Tavelli ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Soccermagazine parlando della nostra Serie A e della situazione attuale della Nazionale.

Fabio Tavelli
Fabio Tavelli
Nel 2013 Lei paragonò la gestione dei club italiani a quella dei club tedeschi ed inglesi. Crede che oggi le squadre della nostra Serie A stiano migliorando sotto questo punto di vista?
Sono convinto che la strada imboccata sia giusta, anche se per qualcuno ancora un po’ lunga. I paletti imposti dalla UEFA sono serviti. I conti si fanno quadrare aumentando i ricavi e riducendo i costi. In queste due attività si può far meglio, soprattutto il costo del lavoro è ancora enorme, alcune rose sono eccessivamente ampie per il reale utilizzo che viene fatto dei calciatori. Indubbiamente l’arrivo di alcuni imprenditori stranieri, ovviamente non tutti, ha aiutato a sprovincializzare alcune abitudini.

La Roma è cambiata tanto rispetto alla scorsa stagione e ci sta mettendo un po’ a ripartire, secondo Lei si è indebolita o si è rinforzata dopo tutti questi movimenti di mercato?
Da noi dopo tre partite siamo alle sentenze. Le squadre si giudicano molto più avanti. La Roma, a parer mio, farà un buon campionato, anche se certamente non puoi pensare ogni anno di fare un po’ di cassa e grandi risultati. Pastore, Schick ed El Shaarawy sono tre scommesse, pur se arrivati in tempi diversi. Chiaro che se le perdi tutte e tre qualcosa non funziona. La Roma ha bisogno di infilare qualche buon risultato subito per avere spinta emotiva, in questi casi è fondamentale non perdere troppo terreno subito. Ma in ogni caso penso che la Roma sarà ancora tra le prime quattro.

Nel corso dell’ultimo calciomercato la Juventus è riuscita a portare Cristiano Ronaldo nel nostro campionato, è un colpo che si aspettava o L’ha colta di sorpresa? È un bene per tutto il movimento o solo per i bianconeri?
Mi ha sorpreso che ci abbiano pensato, poi quando la trattativa è partita ho subito immaginato che la Juve ce la potesse fare. Questo tipo di trattative, se iniziano poi vanno anche a bersaglio, uno come Ronaldo lo “tratti” solo se lui vuol venire, altrimenti il suo procuratore nemmeno ti risponde al telefono. È un bene per tutti, per il movimento e per la Juve. Anche se i bianconeri dominassero in campionato, farebbero più o meno quel che fanno da anni. Quindi la serie A non verrebbe penalizzata da uno strapotere che era già nei fatti. La bontà dell’operazione la vedremo in Champions, ma se ne parlerà in primavera, adesso siamo alle chiacchiere.

La tifoseria partenopea si sta già ponendo delle domande sul nuovo Napoli dopo la prima sconfitta in campionato: secondo Lei la squadra di Ancelotti è già competitiva o avrà bisogno ancora di un periodo di rodaggio?
Dopo le prime due partite Sarri era già “Sarri, chi?” e Ancelotti era visto come il condottiero che avrebbe insidiato il trono alla Juve. Dopo Marassi è tutto da rifare, come nemmeno Bartali avrebbe detto… Il Napoli è forte, peccato qualche infortunio tipo quello di Chiriches. Ma parliamo di una squadra che sale sul podio di sicuro. Sono più curioso di vedere come andrà in Champions, territorio che Ancelotti conosce benissimo e nel quale, soprattutto nelle sfide dentro-fuori, può essere molto più decisivo che in campionato.

Oltre al già citato CR7 anche gli altri club italiani si sono mossi molto: Higuain-Milan, Nainggolan-Inter, Pastore-Roma, Boateng-Sassuolo. Qual è il club che secondo Lei si è comportato meglio in questo calciomercato?
Le milanesi. Penso che il Milan farà molto, molto bene. L’Inter ero addirittura tentato di pronosticarla davanti alla Juve. Poi ho visto la partita di Reggio Emilia contro il Sassuolo e il secondo tempo con il Torino. Però continuo a pensare che fino a novembre sia inutile lanciarsi in previsioni. L’Inter in una partita secca faranno tutti fatica a batterla, poi magari lascia per strada punti (vedi Sassuolo e Torino) contro chi le arriverà certamente dietro a maggio. Il Milan potrebbe crescere davvero tanto considerando che parte dal sesto posto dello scorso campionato.

Dopo la débâcle dell’Italia di Ventura, la Nazionale è ripartita con Roberto Mancini alla guida e con diverse convocazioni sorprendenti. Che ne pensa di questa nuova Nazionale?
Penso che si debba ripensare completamente la questione delle squadre nazionali. È ormai chiaro che nessun allenatore è in grado di costruire alcunché con così poco tempo a disposizione. Meglio convocare di volta in volta quelli che fanno meglio in campionato e pensare all’amalgama solo per le fasi finali. Che senso ha cambiare a ripetizione per non trovare mai una soluzione? Meglio cambiare con giocatori affidabili ed esperti. Aggiungo che dovrebbe esserci un divieto all’ingresso: “Chi non fa la Champions o l’Europa League non va in Nazionale”.

Si ringraziano il sig. Tavelli e l’ufficio stampa di Sky Italia per la cortese disponibilità.

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Alessandro Davani

Alessandro Davani

Giovane giornalista alle prime armi. Amo cucinare, ascoltare musica ed il calcio. Seguo anche il Motomondiale, la F1, i Lakers (e l'NBA in generale) ed il rugby.