Fiorentina-Roma, Garcia: “La squadra sa che è una bella partita da giocare”

Il tecnico della Roma, Rudi Garcia, presenta in conferenza stampa l’importante sfida con la Fiorentina. Queste le sue dichiarazioni:

Rudi Garcia. Fonte: Riccardo Cotumaccio
Rudi Garcia. Fonte: Riccardo Cotumaccio

Il settore ospiti del Franchi pieno?
Sono orgoglioso e contento. Sarà una motivazione in più per dare il meglio di noi stessi”.

Cosa ha scritto nel foglietto a De Rossi?
“Nessun segreto, quando è entrato Dzeko ci dovevamo organizzare sui calci da fermo. A Daniele il compito di comandare i compagni. De Rossi sembra che ci sarà domani, il muscolo si è un po’ affaticato, ma ha avuto due giorni e mezzo di riposo e oggi si è allenato”.

Come deve riorganizzarsi la Roma con Dzeko?E’ una risorsa in più, sa fare tutto, per me non è un problema. Gli servono giocatori che possono servirlo e prendere la profondità, anche se sa farlo lui stesso”.

Kalinic e Ilicic, 8 gol in 2. Può dare garanzia Castan dietro o riproporrà Rudiger?Sapevamo di dover prendere un po’ di tempo per sistemare la difesa. Rudiger è arrivato infortunato, è giovane, deve inserirsi, ma ha un potenziale enorme. Non ha fatto 7 match con la ‘piccola’ Germania a casa. Ora sta bene, lo ritroveremo pian piano con positività. Anche Emerson è in crescita. Per funzionare bene serve che tutti stiano al 100%, così potremmo avere una difesa efficace. Il quarto gol preso a Leverkusen, però, non è un problema di difesa, piuttosto lo devo al fatto che eravamo in 10 dietro al linea del pallone. Dobbiamo cercare un equilibrio più importante”.

Una squadra che fa 4 gol in trasferta e non vince quanto preoccupa? “E’ stata una gara particolare. Finché faremo dei gol sono segnali importanti di gioco, significa che possiamo vincere le partite. Ovviamente non siamo contenti quando siamo sopra e ci facciamo riprendere. Dobbiamo tenere palla. Va detto anche che dall’inizio della stagione è successo spesso di ribaltare il risultato a nostro favore”.

Lei dice che la difesa ha bisogno di tempo. Come si spiegano le cessioni di Mapou e Romagnoli?Siamo a due punti dal secondo posto in Champions, significa che possiamo superare il turno. Siamo secondi in Serie A. Pur prendendo dei gol è stato un buon inizio stagione, non serve guardare indietro al mercato, che è una cosa difficile. Io e Walter Sabatini, formidabile direttore sportivo, facciamo del nostro meglio. Poi c’è il lavoro che faccio io con la squadra, e sul piano difensivo lotto sul concetto di puntare sui singoli. Quando segniamo il primo attaccante è Szczesny, quando difendiamo il primo a farlo è Gervinho. Poi ci sono errori individuali anche in attacco, non solo in difesa. Serve sapere che tipo di calcio vogliamo fare, e io voglio fare un calcio offensivo. Dai primi anni in cui sono qui abbiamo sempre avuto una delle migliori difese del campionato. Il reparto è stato cambiato spesso, ma queste sono le regole del mercato. A me non interessa questo, voglio lavorare bene con la mia rosa facendole tirare fuori il meglio”.

Dovesse vincere con la Fiorentina, la Roma sarebbe prima. E’ una partita decisiva per lo Scudetto? “Domani è una bella partita, fa parte di una settimana eccitante. Giocavamo una parte della qualificazione martedì, siamo ancora in corsa nonostante tutto. Ora c’è la Fiorentina, un’ottima squadra dall’ottimo avvio di stagione. E’ un piacere giocare partite così. Spero che la partita sia divertente come quella di martedì, con qualche colpo incassato in meno. La classifica dice che Roma e Fiorentina sono due squadre molto buone di questo campionato”.

Meglio la sua rosa attuale o quella del primo anno?Le rose sono sempre differenti. Gli avversari cambiano e i campionati pure, ci sono almeno 5 giocatori nuovi nell’undici iniziale. Il paragone non c’è. Paragonare un 4-4 all’1-1 di Mosca è bizzarro. Quest’anno non siamo sempre stati in vantaggio, dicevamo di doverlo migliorare, prima del Carpi. Il fatto di aver fatto il primo gol noi contro il Carpi, a Palermo e con l’Empoli ci ha fatto vincere. Sappiamo di saper rimontare, ora dobbiamo dimostrare di saper fare partite di alto livello, di saper mantenere un risultato. C’è chi mette un difensore in più, sappiamo che non c’è Keita, possiamo passare a 5 in difesa ma è un modo di subire il possesso di palla avversario. Tenere palla in avanti e alzare il baricentro, potendo colpire in contropiede, mi sembra una soluzione che può dare i suoi frutti. Sono elementi tattici di cui è interessante parlare”.

Qual è la squadra che l’ha convinta di più? Un giudizio su Paulo Sousa? “Hanno un’identità di gioco, questo va tutto a favore dell’allenatore, che avrò il piacere di conoscere domani. Io mi concentro sulla mia squadra, faccio in modo di vincere più partite possibili. Arriviamo al primo quarto di campionato, la classifica è interessante da guardare seppur lontano da un fatto decisivo”.

La Roma va in confusione quando c’è un episodio negativo. Quanto c’è di problematico a livello di testa?Quando la squadra è in difficoltà ha sempre una reazione formidabile. Quante squadre sotto 2-0 lasciano la gara? Questa è una forza della Roma, i ragazzi devono convincersi che quando siamo sopra possiamo giocare per segnare senza perdere equilibrio, facendo pressing e alzando il baricentro. Sappiamo che il Leverkusen è una squadra ottima a livello di pressing, ma anche altre come l’Empoli, dobbiamo essere sicuri e consapevoli che possiamo fare questa cosa se ci arrabbiamo quando siamo in vantaggio”.

Vede da parte della sua squadra un approccio diverso tra grandi e piccole squadre? “Veramente non lo penso. Non si vince con la Juve o si pareggia con il Barcellona con un atteggiamento diverso rispetto alle squadre della seconda parte della classifica. Le gare difficili sono quelle prima e dopo il turno di Champions e per il momento la squadra ha sempre risposto bene, dimostrando di essere sempre concentrata sulla partita che arriva, senza fare proiezioni sbagliate o pensare alla gara successiva. La squadra sa che è una bella partita da giocare, poi ci sarà tempo per pensare alle altre.”

 

 

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