I bidoni della storia: la peggiore formazione del Napoli dal 2000 ad oggi

Il Napoli, in questi ultimi anni, ha abituato i propri tifosi a frequentare le zone nobili della classifica. Segno di un’importante crescita dai tempi bui della società azzurra è anche il calciomercato, che nel tempo ha visto passare sotto il Vesuvio tantissime meteore, calciatori osannati fin troppo per quello che poi hanno dato alla causa azzurra. SoccerMagazine ha stilato una vera e propria formazione di meteore della squadra partenopea. Il modulo è un 4-3-3 che da sfogo alla fantasia della squadra azzurra qui descritta:
 

Fonte: Ultraslansi (Wikipedia)
Fonte: Ultraslansi (Wikipedia)

Nicolás Gastón Navarro: Uno dei colpi sudamericani di Pierpaolo Marino è lui. Il portiere dell’Argentinos Juniors (ora al Keysespor in Turchia) esordì contro il Torino, allo Stadio Olimpico, subendo 2 reti dai granata. Indimenticabile la papera a Marassi contro la Sampdoria, da applausi (con la sua faccia fra le mani) quella in casa contro il Bologna che permise di pareggiare i conti a Di Vaio.
 
Abdelilah Saber: Il protagonista indiscusso di tutti gli sfottò dei tifosi napoletani, che si ricordano di lui per un misero cross sbagliato che colpì la traversa contro la Juventus nel match di apertura del campionato 2000/2001. Gli azzurri quell’anno vennero retrocessi in Serie B, ma il difensore marocchino continuò nella sua avventura in maglia azzurra. Allora il presidente era Corbelli, che decise di riscattarlo, nonostante le 18 presenze, dallo Sporting Lisbona. Si ritirò alla tenera età di 30 anni dall’attività agonistica.
 
Emílson Sánchez Cribari: Difensore centrale di professione, con il Napoli conserva ricordi prevalentemente legati a svarioni difensivi e autogol. Sbloccò la gara in Europa League contro lo Steaua a favore della squadra rumena, prese un palo a porta vuota contro l’Utrecht sempre nella minore competizione continentale per club. Non ha mai fornito troppa sicurezza. Dopo un solo anno di contratto si accasa al Cruzeiro, per poi approdare ai Rangers.
 
Mario Cvitanovic: Forse una delle meteore sconosciute di questo Napoli. Il difensore croato proveniva dal Genoa, in uno scambio fra la società ligure (alla quale andò Baldini, allora azzurro) e collezionò ben 9 presenze complessive in stagione. Aveva una fama di “portasfortuna”: nelle sue quattro esperienze italiane (Napoli compreso) non si era mai salvato sul campo, tranne che proprio con la compagine azzurra, la quale poi fallì nel 2004. Ha chiuso la carriera nel 2009 con l’Energie Cottbus.
 
Erminio Rullo: Voluto fortemente da Reja per far “riposare” il titolarissimo Mirko Savini, ai tempi della Serie B. Tornato in patria come “salvatore della fascia sinistra”, venne relegato al ruolo di comprimario e collezionò solo 11 presenze nei primi 2 anni. Dopo un’esperienza alla Triestina nel 2009 tornò in azzurro e totalizzò una presenza fino al gennaio del 2011, quando venne ceduto al Modena.
 
Roberto De Palma: Un vero e proprio disastro. Un figlio del sud (nato a Bari), ha vissuto tutta la sua carriera nelle serie cadette non trovando la consacrazione definitiva. Un giorno arrivò la telefonata dal Napoli e non se la fece scappare. Reja lo aggregò alla rosa azzurra e subito fu accontentato: 3 presenze e 0 gol. I tifosi partenopei si ricorderanno di lui soprattutto per un intervento a gomito alto, a pochi secondi dal suo ingresso, nel match di Serie C1 contro il Sassari Torres, che gli costò il rosso diretto e ben 3 giornate di squalifica. Il Napoli lo cedette subito: di lui si sono perse le tracce tra i campi di Lega Pro.
 

Fonte: Danilo Rossetti
Fonte: Danilo Rossetti

Marco Donadel: Un punto interrogativo, il centrocampista centrale ex Fiorentina. Appena arrivato a Napoli si infortuna gravemente e nel primo anno sotto il Vesuvio non vede mai il campo. Torna in Coppa Italia, contro il Cesena, prima di scomparire di nuovo e “risorgere” nella prima giornata dell’attuale campionato, contro il Palermo. Torna da titolare contro il Siena, nell’ultima gara prima della sosta invernale. Ora ha il suo posto fisso: sì, in panchina.
 
Renato Olive: Sembrava l’uomo che mancava al Napoli, il giocatore fondamentale che avrebbe dovuto trascinare la squadra azzurra nel salto di categoria. Il buon Renato accettò l’approdo sotto il Vesuvio con l’obiettivo di rendersi utile alla causa azzurra, magari segnando anche qualche rete pesante. Ovviamente non fu così: 17 presenze, ovviamente senza gol. Dopo un infortunio grave alla mandibola, disse addio alla maglia azzurra. Dopo esperienze brevissime con Parma, Bologna e Catania si trasferisce al Catanzaro. Ora allena.
 

Fonte: Wikipedia-Autore: Steindy
Fonte: Wikipedia-Autore: Steindy

Erwin Hoffer: Si sa, nel calcio tutto può succedere. Può accadere che al d.g. della squadra azzurra, Pierpaolo Marino, venga in mente di comprare a poche ore dalla fine della sessione di calciomercato estiva il “promettente” Hoffer. Attaccante austriaco di belle speranze, l’austiaco sigla subito una rete in Coppa Italia contro la Salernitana. Si ferma lì e totalizza 8 presenze totali in maglia azzurra. Attualmente gioca nell’Eintracht Francoforte. E pensare che fu scelto come alternativa a Lewandowski vista l’impossibilità di arrivare al polacco.
 
Massimiliano Vieri: Il fratello australiano del più famoso “Bobo”, di professione bomber. O, almeno, ci provò. Arrivò in azzurro nella stagione 2003-2004, quella precedente al fallimento. Il tecnico era Agostinelli, che lo schierò per ben 29 volte in campo. Il “fratello d’arte” siglò la bellezza di 5 gol. Poi si accasò alla Ternana. Indimenticabile la convocazione nella Nazionale Australiana dell’attaccante, l’unico nella formazione dei “bidoni” ad essere andato a segno con la maglia azzurra in campionato, seppur in B. Ora è al Prato in seconda divisione di Lega Pro.
 
Carlos Alberto Pavón Plummer: Quando nel Napoli attuale scende in campo Zuniga e compie una serie infinita di dribbling, i tifosi più attenti possono rivedere in lui l’honduregno. Intramontabili le finte fini a se stesse del promettente attaccante che, in maglia azzurra, totalizzò 13 presenze nella stagione 2002-2003 prima di tornare al Morelia. Disputò anche il mondiale Sudafricano con la maglia della sua Nazione natale. Vanta anche un’esperienza negli Usa insieme a Beckham nei Galaxy. Nel 2010 si è ritirato.
 

Fonte: JVC3ETA (Wikipedia)
Fonte: JVC3ETA (Wikipedia)

All. Andrea Agostinelli: Prediligeva il 3-5-2, proprio come qualcuno che i tifosi del Napoli conoscono bene. Il tecnico nato ad Ancona viene esonerato quando la squadra azzurra militava nella serie cadetta, quando la società azzurra era in caduta libera, senza riuscire a dare un’impronta tangibile al profilo di gioco della squadra azzurra. Di lui i tifosi ricorderanno specialmente l’inseparabile cappellino. Dopo Napoli la sua carriera da allenatore non è mai sbocciata e spesso si diletta a fare il commentatore in tv.
 
Panchina: tra le seconde file, immancabili, bisogna annoverare Mondini, Rinaudo, Terzi, Corneliusson, Sesa, Vargas e Chavez.

Non li abbiamo inseriti nella formazione, ma sono comunque da ricordare anche Dalla Bona, Afolabi, Paquito, Esteban Lopez, D’Angelo, Perovic e tanti, tanti altri.
 
In collaborazione con Luigi Aiello.
 
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