I big della storia: la miglior formazione del Chievo dal 2000 ad oggi

Così come con la rassegna dei bidoni, SoccerMagazine si è prodotto nella stesura di una formazione “top” del Chievo, annoverando i migliori elementi che negli ultimi 13 anni hanno vestito la maglia gialloblu. Il modulo che abbiamo deciso per gli scaligeri doc è il 4-4-2. Ecco allora i nostri uomini:

Fonte immagine: chievoverona.it
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Stefano Sorrentino: Giunto in maglia clivense dopo tre annate all’estero, nei suoi quattro anni e mezzo di militanza mostra tutte le sue qualità. Le splendide parate, unite alle quattro salvezze consecutive, consolidano Sorrentino come uno dei migliori portieri italiani degli ultimi anni. Grazie alle sue prestazioni, riceve le avance di prestigiosi club in tutte le sessioni di mercato. Tuttavia nessuno compie l’assalto decisivo e quando ormai decide di cambiare aria è troppo tardi; in cerca di nuovi stimoli, a Gennaio va in prestito al Palermo dove affonda con tutta la compagine, retrocedendo in B e subendo 16 goal in 15 partite. Forse, avrebbe dovuto pensarci ancora un pò prima di lasciare il Bentegodi.

Maurizio D’Angelo: Anima Chievo, è lo storico capitano del “Chievo dei Miracoli”, quello che con Delneri centrò il grande salto in serie A, stupendo il Mondo del calcio. Nell’ormai celebre stagione 2001-02, guidò la squadra alla conquista del quinto posto, culmine di una carriera dedicata ai Mussi. L’anno successivo infatti, cederà la fascia ad un altro simbolo della formazione veronese, Lorenzo D’Anna, perdendo inoltre il posto da titolare. Dopo i primi tre anni, in cui viene mandato a fare le ossa nei campionati minori, rimarrà al Bentegodi per oltre dodici stagioni, collezionando ben 330 partite, che ne fanno il terzo giocatore per presenze dopo Pellissier e lo stesso D’Anna. Totem.

Lorenzo D’anna: Da D’angelo a D’anna, passaggio di consegne. Ricevuto il testimone dal totem clivense, ne emula le sorti, calcando anche palcoscenici più prestigiosi rispetto al suo predecessore. Diventa capitano nella seconda annata di Delneri. Tredici stagioni alla corte di Campedelli, con cui disputa la Coppa Uefa e conquista i preliminari di Champions. Lascia nel 2007, quando proprio in seguito alla sconfitta nei preliminari della Coppa Campioni, il Chievo retrocede in Serie B. Con i gialloblu mette insieme 354 presenze (secondo solo a Pellissier) condite da 17 marcature. Bandiera della Diga a vita.

Salvatore Lanna: Dopo D’Angelo e D’anna, non poteva mancare l’altra colonna storica dei gialloblu, anch’egli con un’esperienza pluridecennale in maglia clivense (quarto per presenze nella storia della società). Esterno sinistro del miracolo Chievo, comincia in Serie B nella stagione 1996-97, diventando però titolare inamovibile con Delneri nell’annata della promozione. Contribuisce con costanza e dedizione alle prestazioni della squadra, anno dopo anno, galoppando sulla fascia sinistra. Nel 2006-07, anno della retrocessione, complice le diverse assenze di D’anna, gioca pure numerose partite da capitano. Passa al Torino proprio al termine del 2007, dopo non esser riuscito ad evitare la discesa agli inferi. Un finale inglorioso per un rapporto così intenso e duraturo.

Fabio Moro: Completa il pacchetto difensivo dei quattro del Miracolo sopracitato. Terzino destro scuola Milan, non ha mai giocato con la maglia rossonera. Conquisterà la massima serie sul campo, proprio con i gialloblu. Reduce da un grave infortunio, il Chievo decide di puntare su di lui nella stagione 2000-01. La scelta si rivela azzeccata. Inanella 200 presenza in serie A, con quattro reti. Il primo soprattutto, se lo ricorderà per sempre: è il goal che fissa l’1-1 casalingo nella stagione 2001-02, proprio contro il Milan. Undici anni di fedeltà alla Diga. Si ritira nel 2010.

Christian Manfredini: i due anni in gialloblu sono sicuramente il punto più alto della sua carriera. Non tradisce il leitmotiv di questa top 11, dato che le due stagioni a cui ci riferiamo risalgono all’ormai famoso biennio 2000-02. Nella prima annata contribuisce alla promozione in A con ben 36 presenze e 7 reti. Pendolino alto nello scacchiere tattico di Delneri, si rivela uno dei punti di forza del 4-4-2 dell’allenatore friulano anche nel campionato successivo, mettendo insieme 28 apparizioni e due marcatore. Successivamente l’italo-ivoriano scuola Juve, avrà altre occasioni importanti per mettersi in luce, vestendo maglie del calibro di Lazio e Fiorentina; tuttavia ciò che di bello ha fatto vedere a Verona, non si ripeterà in altre piazze.

Eugenio Corini: Il faro del centrocampo gialloblu. Proveniente dai rivali di sempre, i cugini dell’Hellas, dopo un anno di transizione dovuto ai gravi infortuni che lo perseguitano, prende le redini della mediana clivense per quattro stagioni. Tutte le giocate della squadra passano per i suoi piedi. Nonostante abbia giocato in compagini come la Juventus e il Napoli, è qui che lascia il segno. Per diverse stagioni, in particolare quella del 2001-02 (tanto per cambiare…) regala sprazzi di grande classe, diventando uno dei migliori registi della serie A. Probabilmente, se non fosse stato frenato dai tanti infortuni avrebbe avuto un’altro tipo di carriera. Dall’Ottobre 2012 siede sulla panchina del Chievo, risultando ancora una volta decisivo: subentra a campionato in corso e conquista la salvezza. Cuore Chievo.

Simone Perrotta: Non c’è regista che tenga senza un adeguato scudiero al suo fianco; Corini ha potuto esprimersi al meglio anche perchè aveva la protezione di Perrotta. L’affiatamento tra i due è stato determinante per il miracolo Chievo. Arrivato a Verona nella stagione 2001-02, diventa subito una colonna portante del modulo Delneri. Il primo anno è anche il migliore dei tre vissuti in gialloblu: 32 presenze e 4 reti lo score finale. Grazie alla continuità di rendimento conquista pure la Nazionale, con cui disputa l’Euro 2004 sotto la gestione Trapattoni. Dopo l’Europeo passa alla Roma, dove si conferma come una pedina fondamentale sia in azzurro che in giallorosso. Nel 2006 vincerà la Coppa del Mondo da titolare. Gli anni sulla Diga rappresentano il trampolino di lancio verso il grande calcio.

Luciano (al secolo Eriberto): Tutti conoscono le vicessitudini riguardo al suo nome (nel 2002 confessò di chiamarsi non Eriberto, bensì Luciano e di avere quattro anni in più rispetto a quelli dichiarati ndr) ma soprattutto ricordano la sua verve sulla fascia nel Chievo dei miracoli. Assieme a Manfredini componeva il binomio delle “frecce nere”, costituendo una delle coppie di esterni più forti della Penisola. A parte una breve ed evanescente parentesi all’Inter nella stagione 2003-04, ha disputato ben 12 campionati con la maglia clivense (2 in B e 10 in A). Attualmente è ancora in forza ai gialloblu con i gradi di vice-capitano. Secondo solo a Pellissier per presenze in Serie A con la maglia dei Mussi.

Massimo Marazzina: l’attaccante scuola Inter arriva al Chievo nel 1996. Disputa quattro campionati di cadetteria; ogni anno che passa, le sue reti aumentano esponenzialmente. Dopo un’annata con la Reggina in serie A, si ricongiunge ai suoi vecchi compagni che, nel frattempo, hanno conquistato la massima serie. Al fianco di Corradi (qualche volta anche con Federico Cossato), formava il tandem d’attacco addetto alla finalizzazione del gioco espresso dalla squadra di Delneri, specialmente quello macinato dai motorini sulle fasce. Chiude la stagione dei Miracoli con tredici goal. L’anno successivo prova il salto nel calcio dei grandi, andando in prestito alla Roma. Peccato non abbia avuto le stesse sorti del collega Perrotta, lasciando la capitale dopo sei mesi.

Pellissier - fonte Ac ChievoVerona
Pellissier – fonte Ac ChievoVerona

Sergio Pellissier: il meglio, lo si lascia sempre alla fine. Sergio è il giocatore più rappresentativo della compagine clivense. Recordman di presenze (al momento sono 356 ndr), è anche il bomber  gialloblu per eccellenza nella massima serie: sono 85 le sue reti in serie A, 107  in totale. Comincia a giocare per i veronesi dalla stagione 2002-03, esplodendo nell’annata 2005-06 dove timbra il cartellino tredici volte. L’anno dopo, le sue nove reti non evitano la retrocessione: decide di rimanere e raccogliere la fascia di capitano, dando il via alla  favola. Nel campionato cadetto sigla 22 reti, riportando i suoi subito in A. Nel corso delle stagioni esalterà il Bentegodi a suon di goal, entrando sempre di più nel cuore dei tifosi, contribuendo al conseguimento di ben cinque salvezze consecutive. Porta con fierezza i gradi di capitano, senza cedere mai alle lusinghe che piovono dagli altri club. Nel Febbraio 2012 firma la rete numero 100 in gialloblu contro il Novara. Uomo simbolo.

All. Gigi Delneri: Se in questa pagina il termine “Miracolo” è inflazionato, dovete prendervela con il tecnico friuliano. I suoi quattro anni a Verona resteranno nella storia. In particolare la stagione 2001-02, dove tutto cominciò, non verrà mai dimenticata: le gesta del “Chievo dei Miracoli” riecheggeranno nei racconti degli Dei del calcio per l’eternità. Quella compagine, rappresentativa di un piccolo quartiere di Verona,  seppe mettere in fila le formazioni più blasonate e potenti del  nostro campionato per oltre  un girone intero; E poco importa se alla fine chiuse la stagione al quinto posto: quella squadra stupì l’Italia e l’Europa, giocando un calcio bello, spregiudicato e spettacolare. Il 4-4-2 clivense di Delneri verrà ricordato per sempre. Chiedete ai veri appassionati appartenenti alla generazione dei primi anni ’90: ognuno di loro saprà snocciolare con facilità quell’undici gialloblu. Non è un caso che nella top 11 dal 2000 ad oggi, ben nove undicesimi abbiano  partecipato all’annata 2001-02. Elogi quindi a Delneri, ma sopratutto a Luca Campedelli, Presidente autorevole e vero fautore della solida realtà Chievo dal 1992 ad oggi.

 

Panchina: Lupatelli, Marchegiani, Mandelli, Barzagli, Legrottaglie, Bradley, Marcolini, Semioli, Barone, F. Cossato, Corradi, Bierhoff.

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