I big della storia: la miglior formazione del Torino dal 2000 ad oggi

Dopo un’attenta analisi, SoccerMagazine ha stilato la miglior formazione del Torino, dall’inizio del nuovo millennio ad oggi. Undici calciatori e  sette “panchinari” che hanno fatto la differenza nelle loro stagioni sotto la Mole. Per i granata abbiamo scelto un 4-1-3-2 stile Real Madrid di Bernhard Schuster, formato dai seguenti calciatori:

Fonte: Rick Sabbadini
Fonte: Rick Sabbadini

Matteo Sereni: per lui 97 presenze con la maglia del Torino, diventa presto idolo dei tifosi per via del suo carattere che incarna lo spirito Toro. Nella sua prima stagione (2007/08) risulta uno dei migliori portieri dell’intero campionato ed in occasione di una partita contro il Siena di quella stagione è stato in grado di parare addirittura due rigori all’attaccante bianconero Maccarone.

 

Gianluca Comotto: la sua prima esperienza con il Torino l’ha avuta nelle stagioni ’97’/98 e ’98/’99 in cui si alterna fra Primavera e prima squadra poi viene ceduto al Vicenza dove rimane per due stagioni per poi riapprodare in granata nel 2001. Anche questa volta resta a Torino per 2 stagioni ma venendo utilizzato molto più frequentemente. Nell’estate del 2003 viene ceduto in prestito alla Fiorentina e poi nel mercato invernale della stessa stagione passa alla Reggina, sempre in prestito. La stagione successiva torna al Torino dove conquista sul campo la promozione in Serie A ma in seguito al fallimento del Torino (con conseguente retrocessione in serie B) il suo contratto viene svincolato. Il suo cartellino viene rilevato dalla Roma che lo gira in prestito all’Ascoli e l’anno successivo viene riacquistato dal Torino nell’anno del proprio centenario (2006), nella stagione 2007/08 diventa capitano della squadra ma nel gennaio di quella stessa stagione chiede di essere ceduto alla Fiorentina e dunque viene privato della fascia di capitano e ceduto ai Viola al termine della stagione. Termina comunque la sua esperienza in granata con 157 presente condite da 6 goal.

 

Cesare Natali: arriva a Torino nel 2007 e vi rimane per 2 stagioni. Le sue ottime prestazioni contribuiscono alla permanenza della squadra in Serie durante il suo primo anno, mentre nel secondo non riesce ad evitare la retrocessione in Serie B. Utile anche in zona goal (50 presenze e 3 goal) i tifosi lo ricordano con affetto.

 

Angelo Obinze Ogbonna: il difensore italo-nigeriano è un prodotto del vivaio, esordisce in prima squadra nel 2006 totalizzando 6 presenze. Viene mandato un anno a Crotone per farsi le ossa dopodiché torna al Torino e veste da sempre i colori di questa squadra. Ogni stagione che passa migliora in maniera esponenziale, mostrando un talento enorme. Dal 2009 diventa titolare inamovibile e nel corso della stagione trova anche il suo unico goal, il 15 agosto 2010 indossa per la prima volta la fascia da capitano. Nel giugno 2011 (con il Torino in Serie B) viene convocato per la prima volta nella Nazionale maggiore allenata da Prandelli non uscendo più dal giro azzurro, ma l’esordio arriva solamente a novembre contro la Polonia. Viene convocato anche per gli Europei del 2012. Attualmente in granata conta 158 presenze a soli 25 anni.

 

Antonino Asta: arriva in granata nel 1997 ed inizialmente non viene utilizzato molto ma con l’arrivo in panchina di Edoardo Reja la stagione sua e del Torino ha una svolta ma sfiorano solamente la promozione, terminerà la stagione con 31 presenze. Ma è la stagione successiva quella della consacrazione, con Emiliano Mondonico in panchina l’esterno destro disputa una stagione straordinaria che culmina con la promozione in A totalizzando 33 presenze condite da 3 goal. Nel gennaio del 2000 viene ceduto in comproprietà al Napoli ma nell’estate seguente viene riscattato dal Torino. Alla guida della squadra c’è Gigi Simoni ed inizialmente non viene mai preso in considerazione ma dopo l’esonero di quest’ultimo e l’avvento di Giancarlo Camolese l’esterno siciliano diventa addirittura capitano e trascina i suoi dall’ultimo posto al primo posto della classifica di Serie B giocando 34 partite e segnando 4 reti quasi sempre fondamentali. Nel corso della conseguente stagione di Serie A arriva la convocazione da parte di Trapattoni in occasione dell’amichevole Italia-Stati Uniti, a fine stagione lascia i granata dopo la naturale scadenza del contratto.

 

Diego De Ascentis: arriva dal Milan nell’estate del 2000 e vi rimase per 5 stagioni (3 in B e 2 in A) e diventa capitano dei granata. Lascio il Torino al termine della stagione 2004/05 a causa del sopracitato fallimento. Dopo una stagione passata a Livorno torna al Toro dove però resta solamente un anno al termine del quale, scaduto il contratto, passa all’Atalanta.

 

Alessio Cerci: una sola stagione, quella attuale, per l’esterno ex Roma arrivato quest’estate in comproprietà dalla Fiorentina ma il livello della sua stagione lo fa entrare di diritto fra i migliori calciatori del Torino di questo millennio. La salvezza passa dai suoi piedi e lui si prende senza problemi la squadra sulle spalle, totalizzando moltissime presenze con 7 goal e più di 10 assist. Nel corso di questa stagione granata si è conquistato anche la Nazionale di Prandelli.

 

Fonte: Rick Sabbadini
Fonte: Rick Sabbadini

Simone Barone: fresco Campione del Mondo viene acquistato dal Torino per 4,1 milioni di euro nell’agosto del 2006 risultando decisivo per la salvezza totalizzando 33 presenze. La stagione successiva si infortuna ma riesce comunque a totalizzare 22 presenze e la sua esperienza in campo contribuisce alla seconda salvezza dei granata, ma nella stagione successiva non riesce a tornare sui livelli a lui consoni ed il Torino retrocede in B. Nell’agosto del 2009 viene ceduto al Cagliari per 1 milione di euro.

 

Alessandro Rosina: il Torino se lo aggiudica in comproprietà per 400.000 nel 2005 quando il suo nome è sulla bocca di tutti perché sembrava che potesse diventare un fenomeno. Nel suo primo anno totalizza 42 presente condite da ben 12 reti conquistando la Serie A da protagonista, Rosinaldo viene riscattato per 850.000 euro ed il suo primo anno di A è positivo in quanto contribuisce alla salvezza della squadra con i suoi 9 goal e guadagnando la Nazionale. Dal gennaio 2008 diventa capitano a discapito di Comotto e termina la stagione con 8 goal all’attivo e con l’ennesima salvezza. La sua ultima stagione sotto la Mole (2008/09) è piuttosto opaca, il centrocampista calabrese timbra il cartellino solamente 5 volte ed il Toro precipita in Serie B. Viene ceduto allo Zenit per circa 9 milioni di euro.

 

Marco Ferrante: una carriera passata praticamente a Torino, dal 1996 al 2004 tranne una parentesi di pochi mesi all’Inter. Nel corso di questi anni entra di diritto nel cuore dei tifosi granata diventando il secondo bomber all-time con i suoi 114 goal, solamente alle spalle di un mostro sacro come Paolo Pulici.

 

Rolando Bianchi: l’attuale capitano viene acquistato dalla Lazio per 7 milioni di euro nel 2008. La sua prima stagione granata coincide con la retrocessione ma personalmente segna 9 volte, nei successivi 3 anni di B totalizza 53 goal risultato fondamentale per il ritorno in A. Nell’attuale stagione ha raggiunto la doppia cifra in quanto a marcature (10 goal).

 

Cristiano Lucarelli: entrato nel cuore dei tifosi granata per via del goal che diede via alla clamorosa rimonta nel derby del 14 ottobre 2001 (da 3-0 a 3-3), rimane a Torino per 2 stagioni dove totalizza 56 gettoni e 10 goal. Al termine della stagione 2002/03 si dimezza lo stipendio pur di tornare alla squadra della sua città, il Livorno.

 

Per la panchina abbiamo selezionato: Bucci; Mantovani-Galante; Maspero-Vergassola; Sgrigna-Stellone.

 

A guidare la squadra dalla panchina mister Giancarlo Camolese: allenatore della primavera del Torino dal 1999, nell’ottobre del 2000 subentra all’esonerato Gigi Simoni e diventa così allenatore della prima squadra conquistando subito la serie A. Al suo esordio nella massima serie riesce a conquistare la qualificazione alla Coppa Intertoto. Ad ottobre 2002 viene esonerato e sostituito da Renzo Ulivieri, scelta che poi si rivelerà errata.

 

In collaborazione con Marco Di Maro.
 
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Alessandro Davani

Alessandro Davani

Giovane giornalista alle prime armi. Amo cucinare, ascoltare musica ed il calcio. Seguo anche il Motomondiale, la F1, i Lakers (e l'NBA in generale) ed il rugby.

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