I big della storia: la miglior formazione del Palermo dal 2000 ad oggi

SoccerMagazine, dopo aver stilato i flop di ogni squadra di Serie A, vi propone ora i top, ovvero i migliori giocatori, che hanno vestito la maglia del Palermo. Nell’era Zamparini sono tanti i campioni passati per la Sicilia, proviamo allora a schierarli in campo con uno spregiudicato 4-3-1-2.

Fonte immagine: Alessandra Lo Monaco
Fonte immagine: Alessandra Lo Monaco
Vincenzo Sicignano: a Palermo di portieri ne sono passati parecchio, soprattutto durante la gestione Zamparini, ma i tifosi porteranno sempre nel loro cuore Vincenzo Sicignano, detto “Vicè”: cresciuto nelle giovanili rosanero, ha difeso la porta del Palermo per ben nove campionati tra Serie B e Serie C1. Per uno strano scherzo del destino, “Vicè” verrà ceduto proprio l’anno prima della storica promozione in Serie A del Palermo: non potè coronare il suo sogno, raggiungere la massima serie con la maglia del suo cuore. Il legame con il Palermo però non si è mai interrotto: adesso è il preparatore dei portieri della Primavera rosanero.

Fabio Grosso: il terzino sinistro noto per aver calciato l’ultimo e decisivo rigore nella finale di Berlino 2006, arriva a Palermo due anni prima, nell’anno della promozione in Serie A. In Sicilia diverrà uno dei terzini migliori del campionato italiano, alle volte è utilizzato come esterno di centrocampo. Nei tre anni in rosanero colleziona 90 presenze e 2 reti. La sua avventura al Palermo, come per molti altri, gli aprirà le porte della Nazionale.

Andrea Barzagli: Il difensore Campione del Mondo nel 2006 e ora bi-campione d’Italia con la Juventus è definitivamente esploso con la maglia del Palermo: nel 2004 Rino Foschi, ex direttore sportivo dei rosanero, lo porta in Sicilia acquistandolo dal Chievo, squadra con la quale aveva già fatto vedere ottime cose. Di origini toscane, Barzagli diventerà da lì a poco uno dei perni del Palermo arrivando ad indossare nel 2007/2008 anche la fascia di capitano. Grazie alle ottime prestazioni in Sicilia, si guadagna le convocazioni in azzurro, con il quale vincerà appunto il Mondiale di Germania.

Christian Zaccardo: pupillo di Francesco Guidolin, che lo definì “centromediano metodista”, arriva in Sicilia proprio su indicazione del mister veneto e per ben quattro stagioni, dal 2004 al 2008, è titolare della squadra rosanero non giocando mai meno di 37 partite per annata. Anche per lui, come per il compagno di reparto Andrea Barzagli, la convocazione in Nazionale è un premio per le ottime prestazioni in rosanero. Nel 2007/2008 sarà il vice capitano della squadra. In totale per lui 142 partite e 8 gol con il Palermo.

 

Fonte immagine: Danilo Rossetti
Fonte immagine: Danilo Rossetti

Federico Balzaretti:  motore inesauribile sulla fascia sinistra, che a Palermo rimpiangono ancora ad un anno dalla sua cessione. Prima di approdare al Palermo ha già nel suo curriculum esperienze importanti e in alcune circostanze controverse: cresciuto nelle giovanili del Torino, nel 2005 a causa del fallimento della società granata, si trasferisce a parametro zero alla Juventus. I tifosi del Toro non gli perdoneranno mai l’affronto. Con la Juve vince il famoso scudetto del 2005 poi revocato e assegnato all’Inter. Gioca anche in B con la Juve l’anno dopo. Il terzino sinistro viene poi acquistato dalla Fiorentina, accusando la Juventus di averlo scaricato. Con la viola trova molto poco spazio e il Palermo nel gennaio 2008 lo compra per quasi 4 milioni di euro. Nei quattro anni e mezzo in rosanero diventa un beniamino dei tifosi: le stagioni migliori quelle del 2009/2010, quando il Palermo sfiorò la qualificazione in Champions, e del 2010/2011, culminata con la sconfitta in Coppa Italia in finale contro l’Inter. Per lui 143 presenze e 3 gol in rosanero.

Eugenio Corini: il suo allenatore Francesco Guidolin lo definì così: “Un grande uomo, un giocatore eccellente, ha sempre avuto le doti del leader nonostante a Palermo avevamo anche altri grandi giocatori”.Eugenio Corini , il “genio” del centrocampo rosanero, un giocatore che ha fatto davvero la storia del Palermo. Soprattutto il Capitano per eccellenza, per molti tifosi rosanero. Arriva nel 2003/2004 proveniente dal Chievo Verona, scendendo di categoria (il Palermo allora militava in Serie B). Con la maglia rosanero otterrà la storica promozione in Serie A, che a Palermo aspettavano da ben 31 anni. Da ricordare gli innumerevoli assist del Capitano per il bomber Luca Toni: molti gol in rosanero dell’attaccante campione del mondo sono delle vere e proprie intuizioni di Corini. I tifosi lo considerano subito un beniamino. La stagione seguente in Serie A si riconferma a grandi livelli: grazie alle sue geometrie il Palermo scala la classifica e conquista la prima qualificazione della storia in Coppa Uefa. Nell’ultima stagione in rosanero sarà addirittura capocannoniere della squadra con 10 gol in 27 partite.
Nel giugno del 2007 lascia il Palermo per incomprensioni con la società, i tifosi contestano duramente Zamparini e la dirigenza per questa decisione. Peccato per l’addio, sarebbe potuto diventare una figura importante del club palermitano anche negli anni a venire, ma ciò che ha fatto Corini per questa maglia non verrà mai dimenticato. Il suo rapporto con la città siciliana è ancora molto forte: attualmente è sposato con Aurelia, donna conosciuta proprio a Palermo, con la quale ha avuto una bambina di nome Sofia.

Franco Brienza: altro giocatore che ha fatto la storia di questo club. Ha giocato in rosanero in C1, in B, in A e in Europa, ha collezionato 219 presenze (l’ottavo giocatore più presente di sempre in maglia rosanero) e 25 gol. Da ricordare il suo gol che sancì la vittoria contro la Juventus nel primo anno di Serie A e i gol in Europa. Tredici anni di rosanero intervallate da altre esperienze. E’ stato presente, anche se solo per sei mesi, nello sciagurato campionato rosanero appena trascorso: la sua cesssione a gennaio è stata incomprensibile, avrebbe potuto dare ancora una grossa mano. E’ nel cuore dei tifosi.

Lamberto Zauli: venne soprannominato “Zizou”, proprio l’appellattivo utilizzato per Zinedine Zidane, a cui il fantasista di Roma si ispirava. E in campo faceva davvero giocate alla Zidane, da applausi. La sua carriera si intreccia con quella di Francesco Guidolin: l’allenatore veneto allenò il giocatore prima a Vicenza, giocando le semifinali di Coppa delle Coppe, e poi a Bologna, sfiorando la qualificazione alla Champions League. Zauli arriva a Palermo nel campionato 2002/2003, stagione in cui i rosanero mancano la promozione in Serie A solo al’ultima giornata. Nella stagione 2003/2004 da ricordare un gol entrato nella storia del Palermo: un pallonetto da fuori area da antologia nella partita contro il Napoli. Il “Barbera” in quell’occasione esplose letteralmente e tributò un applauso di ben 56 secondi ininterrotti all’uscita dal campo del fantasista. Un altro grande gol è quello siglato contro la Lazio in Serie A il 19 gennaio 2005.
Rimarrà al Palermo fino al termine del campionato, regalando ancora giocate di gran classe.

Fonte immagine: ViolaChannel
Fonte immagine: ViolaChannel

Javier Pastore: trequartista argentino che si ispira, anche lui come Zauli, al suo idolo Zinedine Zidane. Giocatore fantasioso, elegante, con grande visione di gioco, arriva a Palermo nel 2009, dove la sua carriera da lì in breve tempo spiccherà il volo: inizialmente il giocatore soffriva un pò le scelte di Walter Zenga, allenatore che sedeva sulla panchina rosanero. Dopo l’esonero dell’Uomo Ragno e l’arrivo di Delio Rossi, il suo rendimento crescerà a dismisura fino a raggiungere la consacrazione nella stagione 2010/2011. Il 14 novembre 2010 entra nella storia del club segnando una fantastica tripletta nel derby contro il Catania: primo giocatore a riuscire in tale impresa. Da ricordare poi altre grandi prestazioni, soprattutto la vittoriosa trasferta a Torino contro la Juventus il 23 settembre 2010. Sarà il capocannoniere della squadra con 11 reti più due in Coppa Italia, dove il Palermo raggiungerà la finale perdendola
contro l’Inter a Roma.

Fonte: Alessandra Lo Monaco
Fonte: Alessandra Lo Monaco

Fabrizio Miccoli: talento cristallino, capitano già entrato nella storia del club: 80 gol con la maglia rosanero ne fanno il miglior marcatore di tutti i tempi con la maglia del Palermo, di cui è anche miglior marcatore in Serie A con 73 reti. E’ anche il recordman di presenze con la maglia rosanero con 163 gettoni. Arriva in Sicilia nel 2008, dopo l’esperienza in Portogallo col Benfica. Nel 2007/2008 forma con Amauri una delle coppie d’attacco più devastanti dell’ intero campionato: memorabile la punizione con cui sconfigge il Milan a tempo scaduto dopo una partita piena di polemiche.
Sempre contro il Milan il 13 dicembre 2009 a San Siro si rende protagonista con una grande prestazione e segnando un gol: all’uscita dal campo il pubblico avversario gli tributa un lungo applauso. Sono tante le partite da ricordare per il “Romario del Salento” in maglia rosanero. Una di queste è quella contro la Juventus, una delle sue vittime preferite, anche per il passato in maglia bianconera, il 28 Febbraio 2010: il Capitano rosanero segna un gol fantastico con un tiro da fuori imparabile per Manninger, che era chiamato a sostituire Buffon. Il 2009/2010 è la migliore stagione forse dell’intera sua carriera: 22 gol in 38 presenze stagionali. L’ultima partita per lui si conclude in modo negativo: si rompe il legamento crociato del ginocchio destro, ma nonostante questo batte e realizza il calcio di rigore nello “spareggio” Champions contro la Sampdoria, in un “Barbera” stracolmo.
La stagione seguente è condizionata dagli infortuni, ma risulterà un giocatore sempre decisivo. Nel 2011/2012 da ricordare la fantastica tripletta a San Siro contro l’Inter e quella contro il Chievo. Nel campionato che purtroppo si è concluso con la retrocessione del Palermo in Serie B poche gioie per il Capitano: tra queste un gol meraviglioso da 50 metri contro il Chievo e il 100° gol in Serie A siglato proprio nel derby contro il Catania. Il suo futuro a Palermo dipenderà da Zamparini: questo Palermo in Serie B, a nostro avviso, non potrà fare a meno di lui.

Luca Toni: è stato il grande bomber della storica promozione del 2003/2004: trenta gol in una sola stagione lo hanno decretato il miglior marcatore rosanero in un singolo campionato. Arriva a Palermo nel 2003, scendendo di categoria, perchè giocava nel Brescia di Carlo Mazzone in Serie A ma era stato colpito da un grave infortunio: in Sicilia molti non sono convinti del suo arrivo. Chissà come recupererà dall’infortunio e se potrà essere decisivo per vincere il campionato, ci si chiede a Palermo. All’inizio del Campionato di B 2003/2004 Toni segna subito alla 2^ giornata, ma poi fino alla 10^ rimarrà a secco, sbagliando anche gol clamorosi. Dalla 10^ giornata in poi però sarà per lui e per il Palermo un cammino trionfale. Trenta gol e promozione in Serie A.
L’anno dopo nella massima serie il bomber si conferma con grandi numeri: 20 reti totali. E’ suo il primo gol del ritorno in Serie A alla prima giornata contro il Siena. Da ricordare il gol contro l’Inter alla seconda giornata, la doppietta alla Lazio nella 19^ giornata e il gol a tempo scaduto contro la Roma del 27 Febbraio 2005, in un “Barbera” inzuppato dalla pioggia, dopo l’indimenticabile cavalcata di Mario Alberto Santana, che tutti i tifosi del Palermo ancora oggi ricordano. Grazie al rosanero, si guadagna la qualificazione in Nazionale, e proprio prima del Mondiale vittorioso di Germania, verrà ceduto alla Fiorentina. A Palermo questo verrà considerato come un tradimento vero e proprio, originato però da un grande amore. E’ innegabile che Toni abbia fatto la storia del Palermo, i numeri sono lì a confermarlo.

Fonte: Roberto Vicario - wikipedia.org
Fonte: Roberto Vicario – wikipedia.org

ALLENATORE – Francesco Guidolin: è indubbio che Francesco Guidolin sia l’allenatore per eccellenza del Palermo. Ancora oggi nel capoluogo siciliano quando torna da avversario gli applausi si sprecano. E’ stato l’allenatore della promozione storica dopo 31 anni, il primo a portare il Palermo in Europa, quello che ha regalato un sogno ai palermitani lottando per un intero girone addirittura per lo scudetto. Il suo curriculum a Palermo è caratterizzato da un rapporto d’amore e odio con Zamparini, che però non ha mai esitato nel definirlo l’allenatore più bravo che abbia mai avuto in carriera. La sua avventura in Sicilia inizia nel gennaio 2004, arrivato per sostituire Silvio Baldini: l’obiettivo è la promozione in Serie A. Obiettivo centrato alla grande. L’anno dopo il Palermo si supera: 6° posto in classifica e qualificazione in Coppa Uefa, la prima della sua storia. A fine torneo l’allenatore di Castelfranco Veneto lascia il rosanero: troppe le pressioni sopportate in questo anno e mezzo. Ma la sua storia a Palermo non finisce quì: esattamente un anno dopo il suo addio, torna e per un intero girone i rosanero lottano per lo scudetto, fino al disgraziato infortunio di Amauri. Il girone di ritorno registra un crollo verticale, e Guidolin verrà esonerato il 23 aprile 2007, per poi tornare il 14 Maggio per condurre la squadra in Coppa Uefa. Il rapporto con Zamparini è incrinato, a fine campionato Guidolin lascia nuovamente la panchina. Ma Zamparini,si sa, è uomo di ripensamenti, soprattutto in materia di allenatori: il 26 novembre 2007 esonera Stefano Colantuono, alla guida del Palermo, per richiamare nuovamente il suo allenatore prediletto, ovvero quel Guidolin che torna solo per amore nei confronti di Palermo e la sue gente. Ancora una volta condurrà la squadra in Europa, non prima però di essere nuovamente esonerato. Termina così la sua epopea rosanero: quattro esperienze tutte positive, intervallate dalle decisioni cervellotiche di Zamparini, che non hanno potuto garantire al Palermo la continuità necessaria per ottenere grandi risultati.
Dietro di lui, nella classifica degli allenatori più importanti nella storia del club una menzione importante va fatta per Delio Rossi, che ha portato il Palermo ad un soffio dalla Champions League e fatto disputare la terza finale di Coppa Italia nella storia del club: anche per lui i rapporti con Zamparini furono alquanto burrascosi.
 
PANCHINA – Pronti a subentrare in questa formazione, in porta abbiamo Salvatore Sirigu: il giovane portiere di origini sarde fu lanciato in prima squadra su intuizione di Walter Zenga, allora allenatore del Palermo, e dal 2009 al 2011 difende egregiamente i pali della porta rosanero, anche se subisce molti gol soprattutto nel 2010/2011, a causa di una difesa non proprio irreprensibile; tra i difensori troviamo Mattia Cassani e Giuseppe Biava: il primo arrivato nel 2006 , sarà vice-capitano della squadra per lungo e collezionerà ben 161 presenze in A in rosanero, dietro per numero di presenze solo a Fabrizio Miccoli, che lo ha superato appena una settimana fa;
il secondo è uno dei pilastri della promozione in Serie A nel 2004: arrivato proprio nel gennaio 2004 dall’Albinoleffe, Francesco Guidolin non si priva mai di lui e nel campionato di Serie A 2004/2005 è titolare inamovibile della retroguardia rosanero. Nel campionato 2006/2007 realizza un gol da antologia alla prima giornata di campionato contro la Reggina: con uno stupendo colpo di tacco volante. In totale 112 presenze e 5 gol in maglia rosanero.
A centrocampo menzione particolare per Daniele Di Donato: è stato un centrocampista infaticabile del Palermo per quattro anni: un campionato di Serie C1 vinto nel 2001 e tre ottimi campionati di Serie B. Il suo legame con Palermo e i palermitani si rinforzò ancora di più quando venne colpito da un gravissimo lutto familiare: nel gennaio 2003 scompare la giovanissima moglie Roberta Foglia, che pochi mesi prima aveva regalato al marito un figlio. Il colpo per lui e per tutto l’ambiente è durissimo: “Dido” come è stato soprannominato dai tifosi, va avanti e cinque giorni dopo la morte della moglie è in campo con la maglia del Palermo. I tifosi lo accoglieranno con straordinario affetto. L’ultima stagione è proprio quella nella quale il Palermo conquista la promozione in Serie A. L’anno dopo, per una scelta ancora poco chiara della società, non rimarrà in Serie A con i rosanero. Nonostante questo, il rapporto tra Palermo e “Dido” resterà ancora ben saldo.
A scalpitare dalla panchina anche Fabio Enrique Simplicio: quattro anni a Palermo, condite da ottime prestazioni e con tanti gol segnati per un centrocampista. A maggio del 2010 saluta in lacrime in conferenza stampa tutti coloro che lo hanno aiutato nei suoi anni in Sicilia.
In attacco, due campioni: Carvalho de Olivera Amauri e Edinson Cavani. Amauri esplode definitivamente nel Palermo: durante il primo anno i suoi gol porteranno la squadra in testa alla classifica, ma un infortunio gravissimo alla fine del girone d’andata pregiudica la sua annata e quella del Palermo. Nella stagione successiva torna e Guidolin lo paragona addirittura a Didier Drogba: i suoi gol sono un misto di potenza e classe, proprio come quelli dell’ivoriano. Nel 2008 saluta il Palermo davanti agli applausi del “Barbera” collezionando 23 gol in due campionati e una qualificazione in UEFA.
Cavani è il campionissimo che ora sta facendo sognare Napoli ed è diventato ormai un Top-player a tutti gli effetti: a Palermo però inizialmente non vive momenti facili, essendo schierato in un ruolo non suo, ovvero quello di punta esterna. Addirittura alle volte viene fatto giocare terzino. Delio Rossi sarà l’allenatore che più di altri valorizzerà il talento del giovane uruguaiano: alla fine della sua esperienza in rosanero 117 presenze condite da 37 gol.

 
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